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Pensieri.

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 Condivido pensieri, non per un futile ego, ma per trasmettere un'empatia fatta di emozioni e sentimenti, per trovare altre anime alla ricerca di un comune desiderio di pregare attraverso i versi delle nostre umili parole.   Per unire in un unico canto migliaia di note ancestrali, che all'unisono gridano al cielo tutto il loro amore per questa meravigliosa vita. Appunti 📖  

Il discepolo l'accolse con sé.

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Il discepolo l'accolse con sé (Gv 19,27) Dal libro di Giovanni Travaglia, E il discepolo l'accolse con sé (Gv 19,27b) Il cammino etico-spirituale del credente sulle orme di Maria, Edizioni Messaggero, Padova 2011, pp. 367-372.   L'accoglienza della Madre del Signore è una delle note che caratterizzano il vero discepolo di Cristo: «da quell'ora il discepolo l'accolse con sé» (Gv 19,27), l'accolse nella sua vita, nella sua esperienza spirituale indissolubilmente legata e benedetta dalla memoria del Maestro763. Chi è il discepolo amato: è Giovanni o no? Gli esegeti hanno argomenti pro e contro764 e, non essendo esegeta, non mi sento e non posso entrare in questa querelle, che ha, comunque, un interesse secondario rispetto al significato del testo. Useremo, perciò, indifferentemente entrambe le interpretazioni. Nel testo evangelico si dice che il discepolo è affidato a Maria, come se fosse ancora bisognoso di attenzioni, ma non si annota che Compia qualc...

La necessità della schiavitù mariana.

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L’amor proprio La natura dell’amor proprio di Don Curzio Nitoglia (da sì sì no no, 15 febbraio 2023) Gioverà non occultare i propri difetti, facendo tuttavia attenzione a non recar scandalo ai semplici, accettando le umiliazioni che ne derivano. Spesso succede che il Signore ci guarisce dalla vana gloria mandandoci qualche umiliazione. Perciò, è bene vedere nelle diverse umiliazioni che occorre soffrire dei rimedi provvidenziali; una sorta di medico e medicina assieme, inviati da Cristo stesso a guarire le nostre ferite spirituali e specialmente la superbia. Per fare tutto ciò dobbiamo riuscire a ignorare la nostra ascesi, ossia la nostra presunta bravura spirituale e le nostre pretese virtù. Gesù ci ha detto: “Non sappia la tua mano destra ciò che ha fatto la sinistra” (Mt., VI, 3); anzi anche quando avessimo fatto tutto ciò che ci è comandato da Dio, dovremmo considerarci come “servi inutili e peccatori” (Lc., XVII, 10). Un rimedio molto efficace che ci aiuta gra...

Il Silenzio.

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Di san Giovanni della Croce. Il Silenzio è mitezza: quando non rispondi alle offese quando non reclami i tuoi diritti quando lasci a Dio la difesa del tuo onore Il Silenzio è magnanimità: quando non riveli le colpe dei fratelli quando perdoni senza indagare nel passato quando invece di condannare intercedi Il Silenzio è pazienza: quando soffri senza lamentarti quando non cerchi consolazioni fuori di Dio quando non intervieni, ma attendi che il seme germogli Il Silenzio è umiltà: quando taci per lasciare emergere i fratelli quando non chiedi plauso e riconoscimenti quando lasci che il tuo agire possa essere male interpretato quando dai ad altri il merito e la gloria dell’impresa Il Silenzio è fede: quando taci perché è Lui che agisce quando rinunci alle voci del mondo per stare alla sua presenza quando non cerchi comprensione perché ti basta essere capito e usato da Lui Il Silenzio è saggezza: quando ricorderai che dovremo rendere conto di ogni parola inutile quando ricorderai che il di...

La storia dei tre alberi.

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C'erano una volta tre alberi, che crescevano l'uno accanto all'altro nel bosco. Erano amici. E come quasi tutti gli amici, anche loro chiacchieravano tanto. E come quasi tutti gli amici, anche loro erano molto diversi, nonostante crescessero nello stesso posto e fossero tutti all'incirca della stessa altezza. Il primo albero amava la bellezza. Il secondo albero amava l'avventura. E il terzo albero amava Dio. Un giorno, gli alberi parlavano di ciò che sarebbero voluti diventare da grandi. «Quando sarò grande, vorrei essere un baule intagliato, di quelli dove si conservano i tesori, pieno di gioielli scintillanti», disse il primo albero. Il secondo albero non pensava a cose del genere. «Quando sarò grande, vorrei essere un potente veliero», disse. «Insieme al capitano, un grande esploratore, scoprirò nuove terre.» Nel frattempo, il terzo albero scuoteva i rami. «Io non vorrei essere trasformato in niente», disse. «Vorrei restare esattamente qui dove sono e...

ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA.

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Sant'Antonio da Padova Temi del sermone “Come vaso d’oro massiccio”. – “Luogo della nostra santificazione”, e “Bellezza dell’altissimo cielo è il firmamento”. – “Cipresso svettante verso l’alto”. esordio - la dignità della Vergine gloriosa 1. “Come un vaso d’oro massiccio, ornato di ogni specie di pietre preziose; come olivo che che sta gemmando e come cipresso svettante verso l’alto” (Eccli 50,10-11). Dice Geremia: “Soglio della gloria dell’altezza fin dal principio, luogo della nostra santificazione, aspettazione di Israele” (Ger 17,12-13). Ilsoglio, come a dire seggio solido, è chiamato così dal verbo “sedersi”. Soglio di gloria è la beata Maria, che in tutto fu solida e integra: in lei fu la gloria del Padre, cioè il Figlio sapiente, anzi la stessa Sapienza, Gesù Cristo, quando da lei assunse la carne. Leggiamo nel salmo: “Affinché la gloria abiti nella nostra terra” (Sal 84,10). La gloria dell’altezza, cioè degli angeli, abitò in terra, cioè nella nostra carne. La ...

Protezione divina?

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Il segno della protezione divina è che le cose vadano bene nella vita? Fonte articolo:  link La parola decisiva sul senso della protezione divina, nella prospettiva del giudaismo, è contenuta nel Libro di Giobbe. Il protagonista, uomo giusto e pio, è colpito da una serie di terribili sventure e i suoi amici, anziché consolarlo, lo invitano al pentimento, convinti che esse siano il castigo per qualche sua colpa. Invano egli protesta la propria innocenza; nel corso di un dialogo sempre più drammatico, Dio stesso interviene per rimproverare a Giobbe le sue affermazioni di perfetta innocenza. Vi è comunque un lieto fine perché, al termine della storia, Giobbe, pentito della propria superbia e avendo chiesto perdono a Dio, ritrova prosperità e benessere (anche se non si vede in quale modo abbia potuto sentirsi risarcito per i suoi cari che erano morti). Di solito gli esegeti cristiani di questo libro puntano sul concetto della piccolezza e imperfezione dell’uomo davanti a Di...