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Riparare le profanazioni Eucaristiche.

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È doveroso riparare i sacrilegi e le profanazioni eucaristiche. L'Osservatore Romano, il 16-12-1954, pubblicò quanto segue: « Il settimanale di Montrèal Partie ha pubblicato una intervista con la Madre Superiora del Carmela di Bui Chu , presentemente in Canada con le Consorelle. Tra l'altro la Superiora ha narrato un fatto straordinario, accaduto nel Carmelo stesso. Un soldato comunista , entrò un giorno nel Carmelo, deciso a ispezionarlo da capo a fondo. Penetrando nella cappella, una Suora gli disse che quella era la casa di Dio da rispettarsi. « Dov'è il vostro Dio? » - domandò il militare - Là, disse la Suora, e indicò il Tabernacolo. Piazzandosi al centro della Chiesa, il soldato impugnò il suo fucile, prese la mira e tirò. Una pallottola perforò il Tabernacolo, spezzando la Pisside e disperdendo le Particole: L'uomo restò sempre immobile col fucile spianato, senza più fare un movimento, con gli occhi fissi, rigido, pietrificato. Una paralisi improvvisa...

GESÙ EUCARISTICO.

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I pastori all'annuncio dell'Angelo ed i Magi all'invito della stella andarono alla grotta di Betlem. Vi trovarono la Vergine Maria, San Giuseppe ed il Bambino Gesù, avvolto in poveri panni. Di certo non si contentarono di mirare il Celeste Bambino, ma lo avranno accarezzato, baciato ed abbracciato. Un sentimento di santa gelosia ci fa esclamare: Fortunati pastori! Fortunati Magi! - Noi però siamo più fortunati di loro, perché abbiamo Gesù Eucaristico a nostra completa disposizione. L'Eucaristia è mistero di fede, ma dolce realtà. Gesù, amandoci d'amore infinito, dopo la sua morte volle restare vivo e vero in mezzo a noi nello stato eucaristico. È l'Emmanuele, cioè Iddio con noi.. Lo possiamo visitare e contemplare sotto le Specie Eucaristiche, anzi possiamo nutrirci delle sue Carni Immacolate per mezzo della Santa Comunione. Cosa abbiamo da invidiare ai pastori ed ai Magi? I Cristiani, detti all'acqua di rose, deboli nella fede e nelle altre virt...

San Giovanni di Dio e la Vergine Maria.

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San Giovanni di Dio . - Un giorno cavalcava un destriero rubato al nemico, ma avvicinatosi un po' troppo al campo nemico, il cavallo prese il volo per raggiungere colà donde era stato rubato. Spaventato, il giovane spicca un salto giù dal cavallo per fuggire; fu un salto quasi mortale... Tutto ferito e insanguinato stava per darsi alla disperazione, quando si ricordò di Maria, Madre pietosa e potente. Questa volta promise davvero alla Vergine di cambiar vita, se lo avesse salvato. Ed ecco una giovane contadina pronta a medicargli le ferite e a refrigerarlo con acqua. Meravigliato, non sa come ringraziare, ma la giovane si rivela: è la Vergine, che gli rimprovera la condotta, lo anima a convertirsi e gli indica la via del ritorno al suo campo. E disparve. Il giovane soldato, guarito nel corpo e nell'anima, abbandona il servizio militare, va da p. Avila Granata, cambiando vita. Sarà lui poi a fondare la Congregazione dei «Fate bene fratelli». Fonte:  link

NON C’È REINCARNAZIONE.

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Non bisogna commettere sacrilegio pensando che vi può essere parola migliore di quella del Signore, venuto non ad abolire la Legge ma a darle compimento (Mt 5,17). Le teorie del mondo si possono anche aggiornare, ma non la fede. La fede, la morale e le verità dottrinali rimangono intatte sino alla fine. Gesù lo ha detto: Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno (Mt 24,35). Riguardo alla vita oltre la morte, il Signore afferma: Quanto poi alla risurrezione dei morti, non avete letto quello che vi è stato detto da Dio: Io sono il Dio di Abramo e il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe? Ora, non è Dio dei morti, ma dei vivi (Mt 22,32). Abramo, Isacco e Giacobbe sono vissuti una volta sola. Noi vivremo una volta sola. Gesù, che è Dio, prese carne una volta sola e non la prenderà una seconda, perché anch’Egli rispetta l’ordine e la giustizia. Ogni persona è unica e irripetibile, come unica e personale è l’esistenza. Dice ancora Gesù: Questa è la volontà del ...

Dignità dei laici nel popolo di Dio.

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La santa Chiesa è, per divina istituzione, organizzata e diretta con mirabile varietà. «A quel modo, infatti, che in uno- stesso corpo abbiamo molte membra, e le membra non hanno tutte le stessa funzione, così tutti insieme formiamo un solo corpo in Cristo, e individualmente siano membri gli uni degli altri » (Rm 12,4-5). Non c'è quindi che un popolo di Dio scelto da lui: « un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo » (Ef 4,5); comune è la dignità dei membri per la loro rigenerazione in Cristo, comune la grazia di adozione filiale, comune la vocazione alla perfezione; non c'è che una sola salvezza, una sola speranza e una carità senza divisioni. Nessuna ineguaglianza quindi in Cristo e nella Chiesa per riguardo alla stirpe o nazione, alla condizione sociale o al sesso, poiché « non c'è né Giudeo né Gentile, non c'è né schiavo né libero, non c'è né uomo né donna: tutti voi siete uno in Cristo Gesù» (Gal 3,28 gr.; cfr. Col 3,11). Se quindi nella Chi...

Natura e missione dei laici.

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Col nome di laici si intende qui l'insieme dei cristiani ad esclusione dei membri dell'ordine sacro e dello stato religioso sancito nella Chiesa, i fedeli cioè, che, dopo essere stati incorporati a Cristo col battesimo e costituiti popolo di Dio e, nella loro misura, resi partecipi dell'ufficio sacerdotale, profetico e regale di Cristo, per la loro parte compiono, nella Chiesa e nel mondo, la missione propria di tutto il popolo cristiano. Il carattere secolare è proprio e peculiare dei laici. Infatti, i membri dell'ordine sacro, sebbene talora possano essere impegnati nelle cose del secolo, anche esercitando una professione secolare, tuttavia per la loro speciale vocazione sono destinati principalmente e propriamente al sacro ministero, mentre i religiosi col loro stato testimoniano in modo splendido ed esimio che il mondo non può essere trasfigurato e offerto a Dio senza lo spirito delle beatitudini. Per loro vocazione è proprio dei laici cercare il regno d...

Don Bosco e la Messa.

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L'apostolo della gioventù, San Giovanni Bosco, racconta che in una visione assistette al lavorio che fanno i demoni durante la celebrazione della Messa. Egli vide molti diavoli aggirarsi in mezzo ai suoi giovani, i quali erano raccolti in Chiesa. Ad un giovane il demonio presentava un giocattolo, ad un altro un libro, ad un terzo qualche cosa da mangiare. Certi diavoletti se ne stavano sulle spalle di alcuni, non facendo altro che accarezzarli. Giunto il momento della Consacrazione, i demoni scapparono, tranne quelli che stavano sulle spalle di alcuni giovani. Don Bosco così spiegò la visione: La scena rappresenta le varie distrazioni cui, per suggestione del demonio, vanno soggette le persone che stanno in Chiesa. Quelli che avevano il demonio sulle spalle, sono coloro che stanno nel grave peccato; appartengono a Satana, ricevono le sue carezze e non sono capaci di pregare. La fuga dei demoni alla Consacrazione insegna che gl'istanti dell'Elevazione sono terrib...