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MONACI METROPOLITANI

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Liberi nel cuore, presenti nel mondo Cosa ci impedisce di sentirci «schiavi moderni» in una società dove le incombenze superano i nostri momenti liberi, dove il denaro sembra avere più importanza dei sentimenti, dove la frenesia toglie il respiro e dove l'ansia scandisce ogni istante del nostro quotidiano? È una domanda che, spesso inconsapevolmente, riecheggia dentro di noi e che finisce per guidare le nostre reazioni, trasformando il nostro modo di essere in qualcosa che non ci appartiene più.  Ci ritroviamo così a vivere secondo ritmi che non abbiamo scelto, a inseguire obiettivi che non sempre sentiamo nostri e a rispondere a necessità che sembrano non lasciare spazio a ciò che consideriamo davvero importante. Fagocitati da un mondo che non riusciamo più a comprendere, tra una politica, un'economia, una religione e una società che sembrano sempre più distanti da ciò che sentiamo giusto e moralmente affine al nostro essere, spesso ci troviamo spaesati, incapaci d...

La poesia della vita reale.

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La vita scorre a una velocità impressionante, tra impegni, pensieri e quella frenesia che tenta in ogni modo di cancellare quella poesia che, invece, pervade ogni cosa. Non sempre riusciamo a percepire la musica che accompagna ogni nostro gesto, perché il rumore della città, le preoccupazioni e tutto ciò che reclama continuamente la nostra attenzione finiscono per sovrastare ogni cosa, impedendoci di ascoltare quella melodia che risuona naturalmente nel nostro cuore. Ed è proprio in questi momenti, quando tutto diventa rumore e disturbo, che in qualche maniera finiamo per chiuderci in noi stessi, dando spazio a quell'ego che, sotto forma di malsano edonismo, ci porta a giustificarci attraverso comportamenti che, in realtà, non ci appartengono. Cerchiamo così di colmare un vuoto che non sempre siamo capaci di riconoscere, affidandoci a emozioni e situazioni che sembrano restituirci quella vitalità che sentiamo di aver perduto. E così, spesso, ricerchiamo approvazione, st...

GOCCIOLINA...

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Mi trovo seduto al solito tavolo, in cucina, tra una sigaretta e un sorso di vino che accompagnano quei momenti di riflessione capaci, ogni volta, di trasportarmi altrove. Ho una penna tra le dita e un quaderno aperto su una pagina bianca, pronto ad accogliere i pensieri che attraversano veloci e sfuggenti la mia mente. Scrivo per catturare sensazioni ed emozioni che, altrimenti, volerebbero via, dissolvendosi nel tempo senza lasciarmi la possibilità di trattenerle. Ho appena appoggiato la punta della penna sul foglio quando un rumore attira improvvisamente la mia attenzione, catturandomi al punto da farmi dimenticare tutto il resto. È una semplice gocciolina d'acqua che cade dal rubinetto sul lavello d'acciaio, producendo un ticchettio costante e rilassante, quasi fosse un richiamo al quale non riesco a sottrarmi. Goccia dopo goccia, quel suono sembra comporre una melodia magica che, attraverso il suo ripetersi incessante, mi culla e mi rassicura, mentre ogni nuova...

L’AMORE COME PREGHIERA QUOTIDIANA.

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La religiosità fine a se stessa, quando non trova una presenza reale nella vita quotidiana, rischia di diventare inutile, qualcosa che rimane confinato nei luoghi di culto, nelle parole pronunciate e nei gesti ripetuti, senza riuscire a trasformare realmente il nostro modo di vivere, di amare e di relazionarci con chi ci circonda. Perché la spiritualità, quella che sento davvero mia, non può essere separata dalla vita. Deve esserci nell’amore come nelle esperienze che viviamo, nel dolore e nella gioia, nelle sofferenze come nella serenità, in ogni momento in cui siamo chiamati a confrontarci con noi stessi e con gli altri. La Fede espressa attraverso riti ripetuti è una devozione che riesco a comprendere e che può avere un significato profondo per chi la vive, ma credo che, con il passare del tempo, il rischio sia quello di rendere monotona una devozione che dovrebbe invece rimanere viva, capace di rinnovarsi continuamente attraverso le esperienze della nostra esistenza. Un...

Rinascita.

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QUANDO LA TEMPESTA DIVENTA RINASCITA.  La tempesta, il dolore, la sofferenza ci colpiscono all’improvviso, proprio quando sembra che tutto stia andando bene, quando ci sentiamo forti, gioiosi, euforici, innamorati della vita e convinti, forse, di aver finalmente trovato quell’equilibrio che tanto abbiamo cercato. E quando la tempesta arriva, viene con tutta la sua forza, spesso portando con sé più eventi insieme, come se volesse travolgerci completamente, come se volesse riportarci nella realtà. Già! Ma che cos’è la realtà? Forse, è proprio tutto questo. È un alternarsi di emozioni che spesso ci sovrastano, nel bene e nel male, un continuo susseguirsi di gioie e dolori, di certezze e dubbi, di momenti nei quali ci sembra di avere tutto sotto controllo e altri nei quali non riusciamo più a comprendere quale direzione prendere. Tutto questo, a volte, sembra non avere senso. Sembra quasi che il destino voglia prendersi gioco di noi, mettendoci davanti situazioni che non co...

DOPO LA TEMPESTA VIENE SEMPRE LA CALMA.

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Dopo la tempesta viene sempre la calma, come l'arcobaleno dopo la pioggia, come le rapide di un fiume che si riposano in una risacca. Così è la vita. Alti e bassi, momenti in cui la gioia sembra avvolgere ogni cosa e altri in cui il dolore, il dispiacere e la tristezza sembrano prendere il sopravvento. Sono emozioni che si alternano, che si inseguono e che, nel loro continuo susseguirsi, finiscono per dare forma alla nostra esistenza. Tocca a noi trovare quell’equilibrio capace di bilanciare ogni reazione, ogni emozione, ogni momento che attraversiamo. Ma come fare? Già, come fare?! La mia esperienza di vita, legata al mio percorso spirituale, mi ha insegnato tanto. Dal Buddismo alle Upaniṣad e ai Veda, dallo Zen al Tao, fino ai nativi americani, ho incontrato modi diversi di guardare alla sofferenza, alla vita, alla natura, a Dio e a ciò che ci circonda, fino a trovare il giusto compimento in Cristo, che mi ha guidato verso l’eterna Sorgente della Vita. E ogni insegnam...

Oltre la tempesta.

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Sono ancora terribilmente combattuto tra sensazioni che vogliono trascinarmi là dove non voglio andare, verso quella malinconia che, in qualche modo, cerca di trascinarmi verso una chiusura del cuore, rivolta ad un'autoprotezione, ad una forma di difesa per cercare di non soffrire più. Come se rimanere lontano da una certa realtà potesse farmi sentire meno quel peso che grava sulle spalle, quelle spalle che hanno sopportato un certo carico per troppi anni. Ma poi accade che qualcosa di più forte di me, qualcosa di intrinsecamente e indissolubilmente legato alla mia anima, in qualche maniera cominci a dialogare con il mio cuore, attraverso la mia mente, ed immagini di pace, soavi e fatte di tenere e dolci emozioni, comincino a spingere il mio sguardo verso quella realtà che, fino a qualche attimo prima, non volevo vedere. Quella luce che è dentro di noi comincia così a manifestarsi nella realtà che ci circonda, e finalmente riesco a vedere le cose per come i miei occhi v...