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La storia dei tre alberi.

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C'erano una volta tre alberi, che crescevano l'uno accanto all'altro nel bosco. Erano amici. E come quasi tutti gli amici, anche loro chiacchieravano tanto. E come quasi tutti gli amici, anche loro erano molto diversi, nonostante crescessero nello stesso posto e fossero tutti all'incirca della stessa altezza. Il primo albero amava la bellezza. Il secondo albero amava l'avventura. E il terzo albero amava Dio. Un giorno, gli alberi parlavano di ciò che sarebbero voluti diventare da grandi. «Quando sarò grande, vorrei essere un baule intagliato, di quelli dove si conservano i tesori, pieno di gioielli scintillanti», disse il primo albero. Il secondo albero non pensava a cose del genere. «Quando sarò grande, vorrei essere un potente veliero», disse. «Insieme al capitano, un grande esploratore, scoprirò nuove terre.» Nel frattempo, il terzo albero scuoteva i rami. «Io non vorrei essere trasformato in niente», disse. «Vorrei restare esattamente qui dove sono e...

ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA.

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Sant'Antonio da Padova Temi del sermone “Come vaso d’oro massiccio”. – “Luogo della nostra santificazione”, e “Bellezza dell’altissimo cielo è il firmamento”. – “Cipresso svettante verso l’alto”. esordio - la dignità della Vergine gloriosa 1. “Come un vaso d’oro massiccio, ornato di ogni specie di pietre preziose; come olivo che che sta gemmando e come cipresso svettante verso l’alto” (Eccli 50,10-11). Dice Geremia: “Soglio della gloria dell’altezza fin dal principio, luogo della nostra santificazione, aspettazione di Israele” (Ger 17,12-13). Ilsoglio, come a dire seggio solido, è chiamato così dal verbo “sedersi”. Soglio di gloria è la beata Maria, che in tutto fu solida e integra: in lei fu la gloria del Padre, cioè il Figlio sapiente, anzi la stessa Sapienza, Gesù Cristo, quando da lei assunse la carne. Leggiamo nel salmo: “Affinché la gloria abiti nella nostra terra” (Sal 84,10). La gloria dell’altezza, cioè degli angeli, abitò in terra, cioè nella nostra carne. La ...

Protezione divina?

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Il segno della protezione divina è che le cose vadano bene nella vita? Fonte articolo:  link La parola decisiva sul senso della protezione divina, nella prospettiva del giudaismo, è contenuta nel Libro di Giobbe. Il protagonista, uomo giusto e pio, è colpito da una serie di terribili sventure e i suoi amici, anziché consolarlo, lo invitano al pentimento, convinti che esse siano il castigo per qualche sua colpa. Invano egli protesta la propria innocenza; nel corso di un dialogo sempre più drammatico, Dio stesso interviene per rimproverare a Giobbe le sue affermazioni di perfetta innocenza. Vi è comunque un lieto fine perché, al termine della storia, Giobbe, pentito della propria superbia e avendo chiesto perdono a Dio, ritrova prosperità e benessere (anche se non si vede in quale modo abbia potuto sentirsi risarcito per i suoi cari che erano morti). Di solito gli esegeti cristiani di questo libro puntano sul concetto della piccolezza e imperfezione dell’uomo davanti a Di...

IL PECCATO - LA CONFESSIONE - LA PENITENZA.

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IL PECCATO - LA CONFESSIONE - LA PENITENZA - L'ESPIAZIONE DEI PECCATI: "POSSIAMO ANCORA RUBARE IL PARADISO!" Gesù alitò su di loro e disse: «Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi». (Giovanni 20,23). Amici, credo sia conveniente avvertire i faciloni che negano l'esistenza di quella cosa che si chiama peccato, che proprio il peccato sarà il tema della trasmissione odierna. Non è vero ciò che dicono questi "santi innocenti" e cioè che chi crede nel peccato sia affetto da un complesso di colpevolezza, tanto varrebbe dire una persona malata affetta da un complesso medico o una massaia dalla dispensa vuota affetta da un complesso di magazzino alimentari all'ingrosso. Il fatto è che i peccatori peccano. Vi sono due modi per conoscere il peccato: coloro che hanno fede conoscono il peccato nelle sue cause; quelli che non hanno fede lo conoscono nei suoi effetti. Per co...

Il vero e il bene.

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L’intelletto cerca il vero, la volontà vuole il bene  Fonte articolo: fides-et-ratio.it Autore Francesco Lamendola Che cosa cerca l’intelletto? E che cosa vuole la volontà? Oppure dobbiamo pensare che l’intelletto non cerca nulla e la volontà brama una cosa oppure un’altra, secondo il caso e il capriccio del momento, senza uno scopo, un obiettivo, un fine preciso? Eppure l’uomo, lo vediamo continuamente, è un essere desiderante: sempre cerca e desidera qualcosa, è inquieto e si protende verso questo o quell’oggetto. Se cessasse completamente di desiderare, sarebbe come morto e vivrebbe una vita che non è la vera vita umana, ma una vita puramente passiva, simile a quella di un vegetale (il quale, peraltro, è proteso verso anch’esso determinati oggetti, ma nell’ambito del puro sostentamento fisiologico). Dunque, l’intelletto cerca il vero: è nella sua natura, per questo ci è dato: nessuna meta inferiore a questa potrebbe realmente appagarlo. E lo trova, o ha comunque la p...

L'oscurità della Fede.

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Perchè l'oscurità della Fede non compromette l'evidenza del Vero?    Fonte articolo:  link 1. Il famoso studioso di Teologia Spirituale, il padre domenicano Reginald Garrigou-Lagrange scrive queste parole che sono diventate famose: (La Fede) è un po’ come la notte che pur circondandoci di tenebre, ci permette tuttavia di vedere le stelle e, per mezzo loro, la profondità del firmamento. Vi è qui un chiaroscusro di una bellezza meravigliosa. Per vedere le stelle è necessario che il sole si nasconda e che cominci la notte. Cosa strana! Nell’oscurità della notte il nostro sguardo si spinge ormai più oltre che nella luce del giorno; di notte vediamo le stelle che si trovano ad enorme distanza da noi e che ci rivelano l’estensione immensa dei cieli. Di giorno non vediamo che a pochi chilometri di distanza, di notte vediamo a milioni di leghe. Allo stesso modo i sensi e la ragione non ci permettono di vedere se non quello che è di ordine naturale, alla loro portata, ...

Volontà e intelletto.

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…SULL’ UOMO…VOLONTÀ…INTELLETTO…INTELLIGENZA…VERITÀ…CONFORMISMO…RUMORE…FENOMENO DI MASSA…DISCERNIMENTO … Fonte articolo:  link Terrell Clemmons, riprendendo alcuni principii classici, esplora un paradosso moderno:come mai persone con un alto quoziente intellettivo, istruite e razionali, finiscono per sostenere tesi che sfidano la logica o l’evidenza empirica? La tesi centrale è che l’irrazionalità non è un difetto del “motore” (l’intelligenza), ma una scelta deliberata del “guidatore” (la volontà)…Noi non siamo solo esseri razionali, ma anche esseri dotati di principii morali ed evidenti che “non possiamo non conoscere”… … La negazione della verità: Quando la verità diventa scomoda…la mente mette in atto una “fuga”…La “scissione” mentale…Clemmons descrive un processo psicologico a catena:L’Atto…Il Disagio…La Giustificazione…L’Irrigidimento… …Le strategie per mantenere l’irrazionalità per continuare a credere a idee assurde senza impazzire, le persone intelligenti utilizz...