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Quando le emozioni diventano incontro.

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~ Quando qualcuno incontra i miei occhi ~ Trovo sempre emozionante quella sensazione condivisa tra due o più persone che, quasi naturalmente, iniziano a interagire attraverso una molteplicità di stati d’animo, coinvolgendosi in una sorta di incantevole danza. Spesso il mio sguardo serio, che può sembrare corrucciato o arrabbiato, non facilita una naturale interazione. È curioso, però, come ciò che scrivo riesca a fare esattamente il contrario. Forse perché il mio volto lascia trasparire una parte di me che mi ha segnato profondamente. Le interazioni con le persone non sono sempre state facili per me. Eppure esiste qualcuno che, ogni tanto, non si ferma all’apparenza. Qualcuno che riesce a guardare oltre, che trova il coraggio di incontrare il mio sguardo.  Ed è lì che, quasi sempre, accade qualcosa. Inizia una danza involontaria, una forma di empatia che mi porta dentro la persona che ho davanti e che, nello stesso tempo, porta quella persona dentro una parte di me che ...

Le lacrime diventano stelle...

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~ Un viaggio astrale là dove le emozioni diventano stelle ~ Mi capita spesso di immergermi in una personale fantasia fatta di fiabe, magia, folletti, fate e gnomi. Trovo davvero affascinante questo mondo, perché è come se riuscissi a trasportare la mente altrove, in un luogo nel quale la realtà assume forme diverse e ogni cosa, anche la più piccola e apparentemente insignificante, può improvvisamente diventare protagonista di una storia. Nei miei racconti, nelle mie storie, nei miei libri che non ho mai pubblicato, tutto questo diventa una sorta di meditazione, dove la fantasia si trasforma in qualcosa di tangibile che mi accompagna in un mondo fantastico, fatto di immagini rilassanti, dolci e magicamente riequilibranti per lo spirito. Spesso le mie immagini, vere e proprie scene in movimento, si svolgono nella natura, in un microcosmo fatto di fiori, alberi e boschi che magicamente prendono vita ogni volta. Vedo piccole fate danzare tra i petali di fiori bellissimi, piccol...

Ancora un passo...

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Ancora un passo...  Sono entrato, non so nemmeno io come, in una dimensione ancora sconosciuta alla mia mente. Analizzo quello che mi circonda. Non vedo niente. Non uno spiraglio. La porta da cui sono entrato non è più visibile. Non ci sono uscite, o almeno io non le vedo.  Solo alcune emozioni sono ancora lì. Non mi fanno compagnia, sono solo presenti, fredde, immobili. Mi svuotano, mi terrorizzano, mi trascinano ancora più all'interno di quella stanza, di quella dimensione, che non conosco, o almeno così credevo che fosse.  Sono immobile, come paralizzato, impietrito in un luogo che non conosco, che mi spaventa, ma che mi fa sentire anche, in questo momento, dannatamente confortato. Solo un vago ricordo, come se in fondo avessi già visto questo posto, immaginato in frangenti passati, in momenti in cui il mio cuore non riusciva più a trattenere quel qualcosa che stava scavando in profondità.  L'unico colore che mi circonda, anzi che mi sovrasta, è talmen...

Quando chiudo gli occhi, comincio a vedere...

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A volte accade... Pensieri che si intrecciano, che si accompagnano per mano, sovrapponendosi in un desiderio intrinseco di elevarsi verso quell’autentica propensione poetica che risiede nel nostro cuore. E come una tempesta che vuole spazzare via tutto quello che deve naturalmente andare, arriva improvviso un cielo sereno. Un cielo che porta chiarezza e pace, che ci accompagna verso quelle emozioni che, fino a un attimo prima, erano ancora confuse. Lo sguardo, in una malinconica propensione, si alza verso quell’azzurro infinito, trovando in esso la giusta dimora per cominciare a guardare oltre. Oltre quelle poche nuvole rimaste, oltre quel colore pacificante, oltre noi stessi. Il cuore entra in comunione con uno sguardo che non ha più confini e, come in un’orchestra che trova nella perfetta armonia di tutti i suoi strumenti la propria melodia, comincia a suonare quelle note che ancora non conoscevamo. Un componimento spontaneo che ha come direttore d’orchestra la nostra ani...

Hai mai guardato un albero?

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Hai mai guardato un albero? Hai mai guardato un albero? Lo hai mai osservato veramente? Non solo con gli occhi, ma con il cuore? Giganteschi, imponenti, maestosi. Come grandi maestri di vita, ogni istante, ogni giorno, ogni stagione ci insegnano qualcosa. Nel loro perentorio silenzio e nel loro apparente essere immobili, hanno il sacro potere di trasmettere insegnamenti eterni. Radici profonde e robuste lo ancorano alla terra, in quel luogo in cui è nato e cresciuto, statico ma incredibilmente in movimento. Radici sapienti, in grado di trovare quella divina linfa, fonte di vita, attraverso profondità e luoghi inaspettati. Creatrici, a loro volta, di nuova vita, in una comunione con quel Tutto che ancora non riusciamo a comprendere. Il loro tronco, prima sottile, esile, in balia del vento e delle tempeste, poi sempre più grande, forte e robusto, come colonne di marmo, ma ancora più maestoso. Una forte corteccia ne protegge il cuore, quell'anima in grado di trasmettere un...

Il mio lungo pellegrinaggio.

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Non so esattamente quando tutto sia cominciato. Forse il giorno in cui ho smesso di accontentarmi delle risposte che avevo ricevuto. O forse il giorno in cui ho capito che credere non mi bastava più. Avevo bisogno di comprendere. Avevo bisogno di incontrare Dio. Da allora è iniziato il mio pellegrinaggio. Un cammino lungo, silenzioso, spesso invisibile agli occhi degli altri. Un cammino fatto di entusiasmi e di delusioni, di certezze che sembravano incrollabili e che, con il tempo, hanno lasciato spazio a domande ancora più profonde. Per tanti anni ho cercato. Ho attraversato chiese, dottrine, libri, tradizioni. Ho studiato la teologia, ho ascoltato il cattolicesimo e il luteranesimo, ho praticato il buddhismo, mi sono immerso nei Veda, nelle Upanishad e nelle grandi sapienze dell'Oriente. Ogni volta pensavo di essere giunto a destinazione. Ogni volta, però, una voce silenziosa dentro di me continuava a sussurrare: «Continua a cercare.» Per molto tempo quella voce mi ha...

Le onde della Coscienza.

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Le onde invisibili della coscienza Mi piace immaginare la realtà come un'immensa distesa d'acqua immobile. Quando un sasso cade sulla sua superficie, genera onde concentriche che si propagano ben oltre il punto in cui è entrato. Nessuno può impedire a quelle onde di raggiungere ogni parte dello specchio d'acqua. Per me questa non è soltanto una metafora. È il modo più vicino che conosco per descrivere una realtà che ho imparato a riconoscere nel mio cammino spirituale. Ciò che percepiamo con i sensi è soltanto la superficie dell'esistenza. Sotto di essa esiste una dimensione più profonda, silenziosa e viva, nella quale le coscienze si incontrano, si sfiorano e comunicano. Forse anche la nostra coscienza vive in un oceano invisibile. Ogni pensiero, ogni intenzione, ogni presenza potrebbe propagarsi come un'onda, influenzando altre coscienze in modi che ancora non comprendiamo pienamente. Se esistono spiriti o grandi spiriti guida, la loro presenza non con...