Amo l'Amore
AMO L’AMORE!
Oggi voglio parlarvi dell’Amore.
Sì, lo so, ne hanno già parlato in tantissimi, dai filosofi ai poeti, dalle Sacre Scritture alle contemplazioni moderne, e so anche che probabilmente ogni parola che potrei aggiungere è già stata pronunciata, scritta, cantata o semplicemente pensata da qualcuno prima di me, ma oggi voglio comunque unirmi a quelle infinite voci che continuano a parlare d’amore, perché parlare d’amore non è mai abbastanza, soprattutto in un mondo che spesso sembra voler sacrificare proprio questo nobile sentimento sull’altare dell’indifferenza, dell’egoismo e della superficialità.
Amo la vita e amo tutto quello che la vita stessa mi presenta davanti, amo l’amore e amo quello che questa emozione riesce a trasmettermi ogni volta, amo ogni sfumatura che colora le mie giornate e amo quei colori che soltanto un cuore che ama riesce davvero a vedere, perché sono infinite le sfumature di un sentimento che ci permette di vivere con una consapevolezza diversa, regalandoci istanti che, pur durando soltanto pochi secondi, sembrano diventare eterni, quasi infiniti.
Amo amare, perché amare significa anche trasmettere quella gioia che soltanto l’amore è capace di generare, amo la generosità come frutto di un sentimento che ci insegna il significato più profondo della parola sacrificio e amo quella sensazione di pace che riesco a percepire nel cuore di coloro ai quali offro il mio amore senza chiedere nulla in cambio.
Perché l’amore ha cento, mille, infinite connotazioni diverse e forse proprio questa è una delle sue meraviglie, quella capacità di manifestarsi in forme che spesso non riconosciamo immediatamente come amore, ma che lo sono comunque.
Amo la compagnia di un amico, amo le parole di saluto di uno sconosciuto, amo uno sguardo riconoscente, amo la gioia e quella particolare energia che riesce a trasmettere, amo essere amato, perché chi non desidera sentirsi amato almeno una volta nella vita?
Amo lo sguardo sincero di una persona, una stretta di mano forte e rispettosa, un abbraccio che riesce a scaldare il cuore, le parole che riescono a trasportarci altrove, una poesia infinita, una canzone capace di portare una lacrima ai nostri occhi, un fiore che improvvisamente ci incanta, un uccellino nel nido, un cielo che per qualche istante ci fa dimenticare tutto il resto e ci ricorda semplicemente quanto sia bello essere vivi.
Amo l’amore e sento che, in qualche modo, anche l’amore ama me, in quello scambievole rapporto fatto di sensazioni che riescono a sollevare il corpo e a renderlo più leggero, persino quando un dolore improvviso viene ad assalirci e sembra volerci trascinare verso il basso.
Amo quel dolore che mi insegna ad amare ancora di più, e amo anche quella sofferenza che a volte non vuole lasciarci, non perché la sofferenza sia qualcosa che dobbiamo desiderare o cercare, ma perché anche ciò che non abbiamo scelto può diventare, se attraversato con consapevolezza, un insegnamento capace di mostrarci il significato del dono, della pazienza e dell’accettazione di quelle imprevedibili cose che la vita ci prospetta continuamente.
Amo le lacrime che rigano le mie guance davanti a un tramonto, davanti a un cielo stellato, davanti alla luna che illumina il buio, perché ci sono momenti nei quali non servono parole per comprendere ciò che stiamo provando, basta lasciarsi attraversare da quell’emozione e permettere alle lacrime di raccontare ciò che la nostra voce non saprebbe spiegare.
Amo lo sguardo di mia moglie, amo la sua voce, amo la sua essenza, amo quello che rappresenta per me, amo il suo amore, la sua generosità, la sua anima bianca, la sua aura, la sua vita, i suoi sorrisi e amo quell’energia che il nostro sentimento riesce a offrirmi ogni giorno, quella spinta che mi permette di andare avanti nonostante tutto ciò che la vita, nel bene e nel male, decide di metterci davanti.
Spesso mi trovo immerso in quella dimensione che a parole è difficile persino descrivere, una dimensione che mi porta in una sorta di mondo parallelo nel quale ciò che accade viene vissuto diversamente, contemporaneamente a quella realtà quotidiana che spesso ci costringe dentro un materialismo quasi inevitabile e che finisce per farci dimenticare tutto ciò che non possiamo toccare, misurare o dimostrare.
Eppure quella dimensione è reale.
È reale perché mi spinge a osservare con occhi diversi, con occhi ricolmi di quell’amore che mi permette di percepire sfumature piccolissime, dettagli che forse per altri non significano nulla, ma che per me possono rappresentare eventi e momenti essenziali nella vita delle persone che mi circondano.
È una dimensione difficile da vivere, perché significa essere continuamente attraversati da ciò che accade intorno a noi, ma è anche una dimensione che ogni volta riempie il mio cuore, regalandomi un punto di vista particolare, diverso, nuovo ed empatico.
E a volte penso che sia proprio quella la vera vita, il mondo che viviamo realmente, mentre quello che crediamo di vivere ogni giorno potrebbe essere soltanto una falsificazione della realtà, una versione costruita da noi stessi per proteggerci da tutto ciò che non siamo ancora pronti a vedere.
Amo quella dimensione perché rende le mie giornate più vive, perché dà un significato reale a ciò che faccio e mi guida verso un’esistenza che abbia un senso, verso una vita nella quale l’Amore non sia semplicemente una delle possibilità che possiamo scegliere, ma diventi la scelta che, alla fine, continuiamo a ritrovare davanti a noi.
Amo il mio cuore quando, davanti a questa dimensione, comincia a battere con un ritmo che sembra voler ricordarmi una dolce melodia, una musica invisibile che incornicia un’emozione e che mi tiene vivo anche quando la realtà sembra voler fare esattamente il contrario.
Amo coloro che mi fanno arrabbiare, amo le loro incongruenze, le loro visioni materialiste, la loro mancanza di fede e tutte quelle cose che, a volte, mi fanno perdere la pazienza, ma li amo comunque, perché anche loro mi insegnano qualcosa, mi insegnano il significato della pazienza, della gentilezza a prescindere, del rispetto nonostante tutto e della capacità di comprendere che amare qualcuno non significa necessariamente condividere ogni sua scelta o ogni suo pensiero.
Amo chi dice di non riuscire ad amare, perché spesso mi accorgo che dietro quelle parole c’è qualcuno che ha semplicemente imparato a difendersi dall’amore, qualcuno che forse ha sofferto così tanto da convincersi che la soluzione fosse non sentire più nulla, mentre dentro di sé continua comunque a cercare quella stessa cosa dalla quale cerca di fuggire.
Amo la mano di un bambino che, appena conosciuto, stringe il tuo dito, amo tutte le mamme che stringono e abbracciano i loro figli, amo le coppie che si abbracciano e si scambiano un tenero bacio, amo lo sguardo di chi riceve un mazzo di fiori o una poesia dedicata e amo quella particolare luce che compare negli occhi di chi si sente improvvisamente visto, riconosciuto e amato.
Amo parlare con i miei figli, amo ascoltare le loro esperienze, i loro errori, la loro vita, amo osservare i loro occhi mentre raccontano ciò che hanno vissuto e amo quella possibilità che mi viene concessa di entrare, anche solo per qualche istante, nel loro mondo, un mondo che è loro e che posso soltanto accompagnare senza pretendere di possederlo.
Amo la vita e amo qualsiasi cosa voglia presentarmi davanti, amo gli amori che finiscono e quelli che nascono, amo quella ciclicità che questo sentimento ci dona continuamente, quella capacità misteriosa di farci rinascere ogni volta, perché ogni amore che arriva e ogni amore che ci lascia porta con sé qualcosa che, nel bene o nel male, contribuisce a trasformarci.
Amo quel silenzio che mi trasporta in quella dimensione e amo anche il rumore che mi riporta alla realtà, perché forse non è necessario scegliere tra il silenzio e il rumore, tra la dimensione interiore e quella materiale, ma imparare a vivere entrambe guardandole con occhi diversi.
Amo tutti voi che mi leggete e mi rispondete, amo i vostri commenti e amo le vostre emozioni, amo quell’empatia che mi porta sempre e immancabilmente accanto alle vostre esperienze, trasportandomi in quella dimensione nella quale, anche se non ci conosciamo realmente, riusciamo comunque a incontrarci attraverso le parole e attraverso quelle emozioni che ci permettono di crescere insieme.
Amo l’amore.
Sì, lo ripeto e lo dirò sempre, lo urlerò con quanto fiato avrò in gola, perché non mi vergogno di amare l’amore, anzi, penso che in un mondo nel quale troppo spesso ci viene insegnato a proteggerci, a diffidare, a calcolare ciò che diamo e ciò che riceviamo, continuare a parlare d’amore sia quasi un atto di resistenza.
AMO L’AMORE!
Da ragazzino, avevo circa sedici anni, conobbi una ragazza che un giorno mi accusò di non essere innamorato di lei, ma di essere innamorato di quella sensazione che l’amore faceva nascere dentro di me.
A sedici anni non potevo comprenderlo davvero.
Oggi, dopo trentatré anni, posso finalmente dire che aveva ragione.
Ma posso anche dire che, col tempo, ho scoperto che forse non c’è una vera differenza tra essere innamorati di una persona e amare l’amore, perché quando amiamo veramente qualcuno non amiamo soltanto la persona che abbiamo davanti, ma anche tutto ciò che quella persona riesce a risvegliare dentro di noi, le emozioni, le paure, le speranze, la voglia di essere migliori, il desiderio di donare e persino la capacità di affrontare quelle parti della nostra esistenza che prima non avremmo mai avuto il coraggio di guardare.
L’amore guida molte delle nostre scelte, delle nostre decisioni e delle nostre esperienze, spesso senza che nemmeno ce ne rendiamo conto, perché è la cornice perfetta, ma allo stesso tempo è anche il contenuto di quella cornice, ciò che dà significato alle immagini che compongono la nostra vita.
L’amore è quel sangue che ci scorre nelle vene, è quell’aria che respiriamo, quell’ossigeno che ci permette di vivere e che spesso non notiamo proprio perché è sempre con noi.
Non esiste nulla al mondo e nelle nostre vite che possa avere più importanza dell’amore, perché il sacrificio, la generosità, il dolore, la felicità, l’affetto, la responsabilità, i nostri valori e persino la nostra morale sono, in qualche modo, sfumature di questo sentimento antico, ancestrale e profondamente umano che orienta, anche inconsapevolmente, molte delle nostre direzioni.
E così una dolce canzone, un ricordo che riaffiora improvvisamente, lo sguardo della persona che abbiamo accanto, una farfalla che incontra il nostro cammino, un profumo, un'immagine, una parola o semplicemente un tramonto possono orientare il nostro divenire verso qualcosa che ancora una volta riesce a stupirci.
L’amore è il motore trainante di un mondo che a volte sembra non volerlo ascoltare, ma che continua comunque a muoversi attraverso di esso, e immancabilmente ci aiuta ad affrontare ogni momento, ogni istante e ogni situazione, anche quelle che avremmo voluto evitare.
Non esiste nulla che non giri, in qualche modo, intorno all’Amore e forse nulla avrebbe davvero senso senza questo sentimento capace di unirci tutti, amici, persone care e sconosciuti, persone che conosciamo da una vita e persone che incontriamo soltanto per pochi secondi, lasciando comunque dentro di noi qualcosa.
La nostra vita è fatta da settanta, ottanta primavere e, detto così, è un concetto abbastanza traumatico, perché sembra quasi di contare in anticipo qualcosa che sappiamo essere destinato a finire, ma ho imparato anche che, grazie all’Amore, a quelle settanta o ottanta primavere si aggiungono settanta o ottanta autunni, settanta o ottanta inverni e settanta o ottanta estati.
E allora quel tempo che, guardato soltanto attraverso i numeri, sembra davvero limitato, improvvisamente diventa molto più grande, perché ogni stagione porta con sé colori diversi, profumi diversi, emozioni diverse, persone diverse, incontri diversi e infinite possibilità di vivere.
Forse non possiamo allungare il tempo che ci è stato concesso, ma possiamo certamente imparare ad abitarlo in maniera diversa.
Possiamo riempirlo di incontri, di emozioni, di sorrisi, di lacrime, di errori, di perdono, di generosità, di abbracci, di poesie, di canzoni, di figli, di amici, di persone amate e di persone che ancora non conosciamo.
Possiamo riempirlo d’Amore.
E allora quelle settanta o ottanta primavere non saranno più soltanto settanta o ottanta anni da attraversare, ma diventeranno settanta o ottanta cicli completi della vita, settanta o ottanta volte il risveglio della primavera, settanta o ottanta volte la maturità dell’estate, settanta o ottanta volte il cambiamento dell’autunno e settanta o ottanta volte il silenzio dell’inverno.
Un tempo che a prima vista sembra breve, ma che può diventare abbastanza lungo per crescere, per vivere, per conoscere, per sbagliare, per perdonare, per meravigliarsi ancora davanti a un cielo stellato, davanti a un fiore, davanti a una mano che stringe la nostra, davanti allo sguardo della persona che amiamo.
Ma soprattutto…
abbastanza lungo per amare.
Perché forse, alla fine, non sarà il numero degli anni a dirci quanto abbiamo vissuto, ma la quantità di amore che saremo riusciti a lasciare dentro quegli anni.
E se un giorno qualcuno dovesse chiedermi cosa ho fatto della mia vita, forse non saprei raccontare ogni cosa, non ricorderei ogni giornata, ogni lavoro, ogni problema, ogni preoccupazione o ogni difficoltà, ma vorrei poter dire di aver amato.
Di aver amato mia moglie.
Di aver amato i miei figli.
Di aver amato i miei amici.
Di aver amato gli sconosciuti incontrati lungo il cammino.
Di aver amato la natura, il cielo, la luna, i tramonti, le canzoni, le poesie, le lacrime e persino quei momenti difficili che, senza che me ne accorgessi, mi hanno insegnato qualcosa.
Vorrei poter dire di aver guardato il mondo con gli occhi dell’amore, anche quando quegli occhi erano stanchi, anche quando il cuore era ferito, anche quando sarebbe stato molto più semplice chiudermi e smettere di sentire.
Perché oggi, dopo trentatré anni, penso che quella ragazza avesse visto qualcosa che io allora non potevo ancora comprendere.
Forse sì, ero innamorato di quella sensazione che l’amore faceva nascere dentro di me.
Ma oggi penso che non ci sia nulla di sbagliato.
Perché amare l’amore significa forse amare la vita in tutte le sue forme, significa accogliere ciò che arriva, imparare da ciò che ci ferisce, gioire per ciò che ci viene donato, riconoscere la bellezza nelle cose più semplici e permettere al nostro cuore di rimanere aperto anche quando sarebbe più facile chiuderlo.
E allora continuerò ad amare.
Continuerò ad amare la vita, le persone, gli incontri, i silenzi, i rumori, le stagioni, le nascite e le separazioni, le gioie e le sofferenze, le primavere e gli autunni, gli inverni e le estati.
Continuerò ad amare perché, finché riuscirò a farlo, sentirò di essere davvero vivo.
E continuerò a dirlo, senza vergogna e senza paura, con tutta la voce che avrò e con tutto il cuore che mi sarà rimasto.
AMO L’AMORE!
Christian B.
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