Rinascita.

QUANDO LA TEMPESTA DIVENTA RINASCITA. 

La tempesta, il dolore, la sofferenza ci colpiscono all’improvviso, proprio quando sembra che tutto stia andando bene, quando ci sentiamo forti, gioiosi, euforici, innamorati della vita e convinti, forse, di aver finalmente trovato quell’equilibrio che tanto abbiamo cercato.

E quando la tempesta arriva, viene con tutta la sua forza, spesso portando con sé più eventi insieme, come se volesse travolgerci completamente, come se volesse riportarci nella realtà.
Già! Ma che cos’è la realtà?

Forse, è proprio tutto questo.

È un alternarsi di emozioni che spesso ci sovrastano, nel bene e nel male, un continuo susseguirsi di gioie e dolori, di certezze e dubbi, di momenti nei quali ci sembra di avere tutto sotto controllo e altri nei quali non riusciamo più a comprendere quale direzione prendere.

Tutto questo, a volte, sembra non avere senso.

Sembra quasi che il destino voglia prendersi gioco di noi, mettendoci davanti situazioni che non comprendiamo, eventi che arrivano senza preavviso e sofferenze che sembrano concentrarsi tutte nello stesso momento.

Questo produce disorientamento, sconforto e, a volte, quasi una perdita di speranza. Diventa tutto un “non senso”, qualcosa contro cui sembra non valere più la pena lottare, perché quando il dolore diventa troppo grande è facile pensare che non esista più una direzione verso cui andare.
Ed è proprio in questi frangenti che la mia Fede trova il giusto compimento.

Non quando tutto è semplice, non quando la vita scorre senza ostacoli, ma proprio quando la tempesta arriva e sembra voler mettere in discussione ogni cosa. È allora che la mia volontà trova nuova spinta e la mia indole ritrova quella energia che mi spinge ad andare avanti, nonostante tutto.
E così quella tempesta diventa occasione per una nuova rinascita, ancora una volta.

Ogni avversità diventa un insegnamento, ogni lacrima una colpa espiata o un dolore compreso, ogni ombra un’occasione per cercare la Luce. Quella Luce che ha guidato la mia vita da sempre e che mi ha fatto trovare qualcosa di bello e di buono anche dove era quasi impossibile vederlo, anche quando tutto sembrava essere diventato soltanto buio e sofferenza.

Perché è proprio nelle tempeste che, a volte, impariamo a riconoscere ciò che nella calma non riuscivamo più a vedere.
Così quelle tempeste ci insegnano qualcosa di importante.

La realtà è proprio tutto questo, un alternarsi di gioie e dolori che accompagnano tutta la nostra esistenza, un cammino nel quale nulla sembra essere veramente separato dal resto, perché anche ciò che ci ferisce può lasciare dentro di noi qualcosa che, nel tempo, diventa comprensione.

È un cammino accompagnato da quella legge di causa ed effetto, il Karma, che ci permette di elevarci ogni volta, attraverso ciò che viviamo, attraverso le conseguenze delle nostre scelte e attraverso quelle esperienze che, anche quando sembrano soltanto sofferenza, possono diventare strumenti di crescita e di consapevolezza.

Il Karma, per me, non è una condanna dalla quale dobbiamo difenderci, ma una legge che accompagna il nostro percorso e che ci permette di comprendere come ogni nostra scelta lasci una traccia. Ciò che facciamo, ciò che pensiamo, ciò che doniamo e persino il modo in cui affrontiamo ciò che ci accade contribuisce a formare il nostro cammino.

E forse è proprio per questo che le tempeste non possono essere soltanto evitate.

In queste tempeste non basta proteggersi, ripararsi, trovare luoghi sicuri dentro al nostro cuore. Al contrario, vanno affrontate, vissute con tutte le emozioni che possiamo manifestare, attraversando la rabbia, la disillusione, l’ira, lo sconforto e la delusione, senza pretendere di essere sempre diversi da ciò che realmente siamo in quel momento.

Dobbiamo assecondare ogni momento, perché tutto questo, se affrontato con questa disposizione interiore, potrà farci crescere e, soprattutto, capire.

Non significa arrendersi al dolore, né permettere che la sofferenza ci definisca, ma attraversarla fino in fondo, riconoscendola per quello che è e cercando, dentro di essa, ciò che può insegnarci.

La vita non è quindi soltanto un alternarsi di serenità e dispiaceri, ma un vero cammino che deve guidarci verso quella destinazione che solo attraverso queste sensazioni può trovare una giusta comprensione.
E questo cammino non si esaurisce necessariamente in una sola esistenza.

Ogni volta che torneremo a nascere, in questa vita o in un’altra, avremo quella consapevolezza in più che ci permetterà di comprendere meglio, di riconoscere ciò che ancora dobbiamo imparare e di continuare quel percorso di elevazione che appartiene alla nostra anima.

La reincarnazione, in questa prospettiva, non rappresenta soltanto un nuovo inizio, ma la possibilità di continuare un cammino che non si interrompe davanti a ciò che ancora non abbiamo compreso. Ogni esistenza può diventare così una nuova occasione per conoscere, sperimentare, amare, sbagliare, rialzarsi e comprendere.

Ma tutto ciò diventa vano e senza senso se quello che ci accade lo viviamo senza Amore.

Quell’Amore che ci dà la forza di rimanere anche quando sarebbe più facile scappare, di sostenere quando sarebbe più comodo far finta di nulla, di donare conforto anche quando sarebbe più facile essere altrove.

Perché è nell’Amore che ogni esperienza trova il suo significato più profondo.

È l’Amore che ci permette di attraversare la sofferenza senza trasformarla in odio, di vivere una delusione senza permettere che diventi disillusione verso la vita, di affrontare una perdita senza smettere di credere che esista ancora qualcosa per cui valga la pena continuare a camminare.

E così quel cammino che ogni giorno, passo dopo passo, ci porta sempre verso un bivio da scegliere diventa la vera vita.

Quella vita che possiamo scegliere ogni volta, trasformando quel casuale destino in un libero arbitrio che può donarci un futuro, sicuramente ancora misterioso, ma che abbiamo voluto orientare verso quel nostro desiderio di amare senza sentirci sconfitti, di lottare senza perdere la nostra energia, di sognare in mezzo agli incubi, di sperare quando tutto sembra perduto.

Perché non possiamo conoscere ciò che ci aspetta, ma possiamo scegliere la direzione verso la quale orientare i nostri passi.

Possiamo cadere, ma possiamo scegliere di rialzarci.
Possiamo attraversare il dolore, ma possiamo scegliere di non smettere di amare.
Possiamo trovarci davanti a una strada che non avevamo previsto, ma possiamo decidere con quale animo percorrerla.

Ed è proprio in questa possibilità di scelta che il libero arbitrio acquista il suo significato più profondo, perché non significa poter controllare tutto ciò che accade, ma poter decidere cosa fare di ciò che la vita ci mette davanti.

E così quella Fede, che diventa Amore per la vita, in un mondo reale fatto di dolore e sofferenza, acquista un potere divino in grado di trasformare ogni cosa in quella poesia che orienta ogni disillusione verso una nuova consapevolezza.

Una poesia che non è più soltanto quella che immaginiamo nei momenti felici, ma quella che nasce proprio dentro la realtà, quando la vita ci mette alla prova e noi scegliamo comunque di continuare a credere, ad amare, a sperare e a camminare.

Una poesia che ci orienta verso quella Sorgente che attende la nostra completa elevazione, verso quella Sorgente alla quale, passo dopo passo, attraverso ogni esperienza, ogni caduta, ogni tempesta e ogni rinascita, continuiamo ad avvicinarci.

Fino a poter essere accolti in quell’eternità che ci saremo guadagnati camminando accanto a Lei, senza aver mai smesso di cercare la Luce anche quando, intorno a noi, sembrava esserci soltanto buio.

Christian B.

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