Volontà e intelletto.

…SULL’ UOMO…VOLONTÀ…INTELLETTO…INTELLIGENZA…VERITÀ…CONFORMISMO…RUMORE…FENOMENO DI MASSA…DISCERNIMENTO …

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Terrell Clemmons, riprendendo alcuni principii classici, esplora un paradosso moderno:come mai persone con un alto quoziente intellettivo, istruite e razionali, finiscono per sostenere tesi che sfidano la logica o l’evidenza empirica? La tesi centrale è che l’irrazionalità non è un difetto del “motore” (l’intelligenza), ma una scelta deliberata del “guidatore” (la volontà)…Noi non siamo solo esseri razionali, ma anche esseri dotati di principii morali ed evidenti che “non possiamo non conoscere”…
La negazione della verità: Quando la verità diventa scomoda…la mente mette in atto una “fuga”…La “scissione” mentale…Clemmons descrive un processo psicologico a catena:L’Atto…Il Disagio…La Giustificazione…L’Irrigidimento…
…Le strategie per mantenere l’irrazionalità per continuare a credere a idee assurde senza impazzire, le persone intelligenti utilizzano tre tattiche:Il Rumore…Il Gruppo…L’Attacco…
…Terrell Clemmons conclude che non esiste una “cura” intellettuale per l’irragionevolezza motivata, perché non è un problema di dati mancanti. E’ un problema di
volontà. Solo quando un individuo è disposto a seguire la verità “ovunque essa conduca”, anche a costo del proprio orgoglio o delle proprie abitudini, la ragione torna a funzionare correttamente…
adottare certe opinioni(ad esempio, essere contemporaneamente animalisti radicali e ferventi sostenitori dell’aborto senza restrizioni) non serve a dimostrare bontà d’animo, ma a segnalare: “Io appartengo a questo gruppo colto e moderno”…l’individuo finisce per accettare l’autorità della folla. Ma non la riconosce come tale, perché vede nella folla solo se stesso moltiplicato. Il risultato è ciò che gli ornitologi chiamano murmuration: i movimenti coreografici e improvvisi degli storni
Conformismo: ogni uccello imita freneticamente quello accanto
instabilità: poiché non c’è una guida centrale ma solo imitazione, l’intero stormo può cambiare direzione in un istante,passando da un’idea all’altra senza una ragione logica…
…Terrell Clemmons conclude che non esiste una “cura” intellettuale per l’irragionevolezza motivata, perché non è un problema di dati mancanti. è un problema di volontà. Solo quando un individuo è disposto a seguire la Verità “ovunque essa conduca”, anche a costo del
proprio orgoglioo delle proprie abitudini, la ragione torna a funzionare correttamente…
POSTILLA AGGIUNTIVA
[Per “…verificare la diversa origine di questi movimenti della volontà e nell’ indicare quali sono stati provocati direttamente o indirettamente da Dio, dal Demonio o dalla Natura Umana…”Sant’ Ignazio di Loyola ci mette a disposizione “…la piu’ alta e raffinata forma di introspezione che esista…”il discernimento degli spiriti…sicuramente utile(anche) per “…la più complessa delle operazioni vitali che sono proprie dell’uomo…”e cioèil vero atto libero…
“…
Che cosa cerca l’intelletto? E che cosa vuole la volontà? […]La volontà razionale o appetito razionale è la facoltà che tende al bene conosciuto dall’intelletto…”
Questo discernimento (utile peril vero atto libero) ci potrebbe rendere consapevoli (anche)sui vari fenomeni di massadi cui potremmo(inconsciamente…parzialmente o totalmente) essere condizionati e quindi ingannati?Come naturalmente anche chiarirci in profondità(e non superficialmente) sela nostra fede cattolicasiasentimento, emozione…qualsivoglia “propria verità”eccetera…eccetera… oppure vera fede(che è strettamente legata con ilsilenzio…)
…come avverte il grande dottore mistico san Giovanni della Croce, “non bisogna fidarsi dei sentimenti”.Essi, infatti, sono spesso spiritualmente pericolosi. Il diavolo può imitare le consolazioni per ingannare gli incauti.Santa Teresa d’Avila istruisce le anime a diffidare delle lacrime, della dolcezza e dell’impeto delle eccitazioni interiori, poiché la vera prova del progresso spirituale è la crescita della virtù, non la fluttuazione del sentimento…”
E
la fede cattolicasvuotata (asentimento, emozione…oqualsivoglia “propria verità”eccetera…eccetera…) potrebbe correre il pericolo(in un futuro…) di diventare (essa stessa) unfenomeno di massa, di moda(e quindi dirumore…) di enormi dimensioni (come certi fenomeni di massa , moda attuali…)?Contribuendo a svuotarla ulteriormente…? E il tutto potrebbe essere sfruttato(come sempre…)da potenti(e non solo)che dominano il mondo per vari scopi …elettorali…eccetera…eccetera…? Forse succede in parte anche tuttora…?
…Molti responsabili politici e intellettuali riconoscono ormai che il cattolicesimo ha plasmato l’Europa e rimane un prezioso fondamento culturale.
Questo riconoscimento, di per sé, merita di essere ascoltato. Ma esso diventa insufficiente – e perfino pericoloso - quando costoro pretendono di conservare i frutti rifiutando l’albero che li ha prodotti.…Il pericolo del nostro tempo è di soffermarsi sui frutti dimenticando l’albero. Credere che si possa preservare l’estetica cristiana senza l’Altare, la morale senza la legge divina, l’identità senza la verità…Un cristianesimo ridotto ad una funzione culturale è un cristianesimo condannato. Quello che si conserva per interesse sarà presto tardi abbandonato non appena questo interesse sembrerà sparire…Cristo non è un mezzo al servizio delle nazioni, sono le nazioni che sono chiamate a sottomettersi liberamente al Suo regno…”]
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Stralci da:
1)
“Dalla biologia al modernismo, perché molti (anche preparati) chiudono gli occhi” blog di Radio Spada
2)“Lo Stormo Invisibile: la Fragilità del Conformismo di Massa” blog di Radio Spada
3) “Sant'Ignazio da Loyola: guida spirituale per il presente” con Don Emanuele Caccia canale di Matteo D’Amico”
4) “L’intelletto cerca il vero, la volontà vuole il bene” di Francesco Lamendola blog San Michele Arcangelo
5) “L’emozione al posto del dogma, l’aggiornamento al posto della tradizione. Il modernismo colpisce così. E porta all’autodistruzione” blog Inter multiplices UNA VOX
6)
“I frutti senza l’albero?” di Fraternità San PioX blog Inter multiplices UNA VOX
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Terrell Clemmons, riprendendo alcuni principii classici, esplora un paradosso moderno: come mai persone con un alto quoziente intellettivo, istruite e razionali, finiscono per sostenere tesi che sfidano la logica o l’evidenza empirica? La tesi centrale è che l’irrazionalità non è un difetto del “motore” (l’intelligenza), ma una scelta deliberata del “guidatore” (la volontà).
1. Qualche riflessione di J. Budziszewski
L’autrice attinge dal pensiero di J. Budziszewski, professore di filosofia e governo alla University of Texas. Budziszewski sostiene che noi non siamo solo esseri razionali, MA ANCHE ESSERI DOTATI DI PRINCIPII MORALI ED EVIDENTI CHE “NON POSSIAMO NON CONOSCERE”.
La negazione della verità: Quando la verità diventa scomoda (perché condanna il nostro stile di vita o le nostre ambizioni), la mente mette in atto una “fuga”.
La “scissione” mentale: L’individuo DEVE INVESTIRE UN’ENORME ENERGIA INTELLETTUALE PER SOPPRIMERE CIÒ CHE SA ESSERE VERO, creando teorie complesse (le “crackpot ideas”) PER GIUSTIFICARE LA PROPRIA POSIZIONE
2. Il meccanismo della “Razionalizzazione”
Clemmons descrive un processo psicologico a catena:
L’Atto: Commettiamo un’azione che la nostra coscienza condanna.
Il Disagio: Proviamo un senso di colpa o incoerenza.
La Giustificazione:INVECE DI AMMETTERE L’ERRORE, INVENTIAMO UNA NARRAZIONE IN CUI LA NOSTRA AZIONE ERA GIUSTA.
L’Irrigidimento:PER MANTENERE VIVA QUELLA BUGIA, DOBBIAMO ADOTTARE UNA VISIONE DEL MONDO INTERA CHE LA SUPPORTI, DIVENTANDO OSTILI VERSO CHIUNQUE PROPONGA LA VERITÀ ORIGINALE.
3. Il caso emblematico di Richard Lewontin
Uno dei passaggi più critici citati dall’autrice riguarda il mondo accademico. Clemmons cita il biologo evoluzionista di Harvard Richard Lewontin, che in un celebre saggio ammise una sorta di “dogmatismo scientifico”. Lewontin spiegò che molti scienziati accettano spiegazioni materialiste anche quando sono controintuitive o non provate, non per rigore scientifico, ma per un IMPEGNO A PRIORI. Il timore, scriveva Lewontin, è quello di “permettere un Piede Divino nella porta”. Questo dimostra che l’irrazionalità può essere una protezione ideologica contro conclusioni indesiderate.
4. Le strategie per mantenere l’irrazionalità
Secondo il materiale citato da Clemmons, per continuare a credere a idee assurde senza impazzire, le persone intelligenti UTILIZZANO TRE TATTICHE:
Il Rumore:Riempire la vita di distrazioni, intrattenimento e attivismo per non restare mai soli con i propri pensieri.
Il Gruppo:Circondarsi esclusivamente di persone che condividono la stessa “follia”, creando una camera d’eco che normalizza l’assurdo.
L’Attacco:Attaccare o ridicolizzare chiunque ricordi loro la verità che stanno cercando di ignorare[…](da “Dalla biologia al modernismo, perché molti (anche preparati) chiudono gli occhi” blog di Radio Spada)<<[…]adottare certe opinioni (ad esempio, essere contemporaneamente animalisti radicali e ferventi sostenitori dell’aborto senza restrizioni) non serve a dimostrare bontà d’animo, ma a segnalare: “Io appartengo a questo gruppo colto e moderno”. È una questione di etichetta sociale: “Le persone come noi non dicono certe cose”…poiché nessuno ha il tempo o la capacità di elaborare tutto da solo, L’INDIVIDUO FINISCE PER ACCETTARE L’AUTORITÀ DELLA FOLLA. Ma non la riconosce come tale, perché VEDE NELLA FOLLA SOLO SE STESSO MOLTIPLICATO. Il risultato è ciò che gli ornitologi chiamano murmuration: i movimenti coreografici e improvvisi degli storni
Conformismo:OGNI UCCELLO IMITA FRENETICAMENTE QUELLO ACCANTO
Instabilità: Poiché non c’è una guida centrale MA SOLO IMITAZIONE, l’intero stormo PUÒ CAMBIARE DIREZIONE IN UN ISTANTE, PASSANDO DA UN’IDEA ALL’ALTRA SENZA UNA RAGIONE LOGICA[…](da “Lo Stormo Invisibile: la Fragilità del Conformismo di Massa” blog di Radio Spada)>>
Terrell Clemmons conclude che non esiste una “cura” intellettuale per l’irragionevolezza motivata, perché non è un problema di dati mancanti. È UN PROBLEMA DI VOLONTÀ. SOLO QUANDO UN INDIVIDUO È DISPOSTO A SEGUIRE LA VERITÀ “OVUNQUE ESSA CONDUCA”, ANCHE A COSTO DEL PROPRIO ORGOGLIO O DELLE PROPRIE ABITUDINI, LA RAGIONE TORNA A FUNZIONARE CORRETTAMENTE.(da “Dalla biologia al modernismo, perché molti (anche preparati) chiudono gli occhi” blog di Radio Spada)
POSTILLA AGGIUNTIVA
[Per “…verificare la diversa origine di questi movimenti della volontà e nell’ indicare quali sono stati provocati direttamente o indirettamente da Dio, dal Demonio o dalla Natura Umana…”Sant’ Ignazio di Loyola ci mette a disposizione “…la piu’ alta e raffinata forma di introspezione che esista…”il discernimento degli spiriti…sicuramente utile(anche) per “…la più complessa delle operazioni vitali che sono proprie dell’uomo…”e cioèil vero atto libero…<<[…]Il Discernimento degli spiriti consisterà dunque nel verificare la diversa origine di questi movimenti della volontà e nell’ indicare quali sono stati provocati direttamente o indirettamente da Dio, dal Demonio o dalla Natura Umana”.Perchè se una ISPIRAZIONE VIENE DA DIO va SEGUITA, se una ISPIRAZIONE VIENE DAL DEMONIO va RIFUGGITA, se una ISPIRAZIONE VIENE DA NOI STESSI VA ANALIZZATA.
Dunque ci TROVIAMO di fronte al PIU’ ALTO LIVELLO di PSICOANALISI o PSICOLOGIA che sia mai stato INVENTATO nella STORIA dell’ UMANITA’.
Questa è la PIU’ ALTA e RAFFINATA FORMA di INTROSPEZIONE CHE ESISTA (non le cose che purtroppo oggi gli uomini cercano tanto assiduamente pagando anche profumatamente degli specialisti magari anche atei o senza un orizzonte Cristiano).
Questa cosa è PROFONDAMENTE IMPORTANTE, DELICATA e RADICATA nella STORIA CRISTIANA sin dalle SUE ORIGINI.
Ignazio la RACCOGLIE. Ora LUI NON SA’ che quello che stà FACENDO su di SE’ è il DISCERNIMENTO DEGLI SPIRITI[…](da “Sant'Ignazio da Loyola: guida spirituale per il presente” con Don Emanuele Caccia canale di Matteo D’Amico”)>>

“Che cosa cerca l’intelletto? E che cosa vuole la volontà? […]La volontà razionale o appetito razionale è la facoltà che tende al bene conosciuto dall’intelletto (“nihil volitum nisi praecognitum”, niente è voluto, se prima non è conosciuto). Essa è realmente distinta dall’appetito sensibile o sensibilità (che si suddivide in concupiscibile e irascibile, Summa Theol. I, q. 80, a. 2)
La volontà è una tendenza, un desiderio o un appetito razionale, la quale SEGUE la conoscenza intellettuale e non quella sensibile ed è SPECIFICATA dall’oggetto conosciuto dall’intelletto e PRESENTATOLE come buono, anche se in realtà non sempre lo è (bene apparente, male reale). Infatti, l’oggetto della volontà può essere il bene anche solo apparente ma non può essere il male in quanto male, Perché ciò sarebbe contrario alla natura Della volontà. Ora, un oggetto prima di “essere buono” deve “essere” o “esistere”. Quindi, in questo senso la volontà DIPENDE dall’intelligenza: l’intelletto conosce l’essere o la natura intima e vera del suo oggetto, mentre la volontà tende all’essere buono o presentatole come tale. Ora ontologicamente l’ESSERE è anteriore all’ESSERE BUONO. Perciò IN SENSO ASSOLUTO L’INTELLETTO PRECEDE LA VOLONTÀ. (…)
Tuttavia QUANDO L’OGGETTO È PIÙ NOBILE DELL’ANIMA UMANA in cui risiedono l’intelligenza e la volontà, allora — IN RAPPORTO A QUEST’OGGETTO (per esempio Dio) — la volontà è superiore all’intelligenza. Infatti, l’atto intellettivo di conoscere “attira” a sé gli oggetti conosciuti perché la loro rappresentazione entra psicologicamente e logicamente (non fisicamente) nell’intelletto. Perciò, Dio è conosciuto secondo le capacità finite e limitate dell’intelletto umano, ossia è rimpicciolito al livello delle nostre idee o concetti intellettuali.
[…]
intellettoe volontà non si possono considerare come due agenti separati, ma SONO DUE FACOLTÀ DI UN SOLO UOMO, FACOLTÀ DISTINTE MA NON SEPARATE, che invece di contrapporsi devono collaborare intimamente. Intelletto e volontà sono intimamente connesse nella medesima azione: “L’intelletto sa che la volontà vuole e la volontà vuole che l’intelletto conosca” (Summa Thweol., I, q. 82, a. 4, ad 1). Esse sono legate nella LIBERA SCELTA di un fine, che già Aristotele chiamava “intellezione appetitiva e appetito intellettivo” (“Etica Nicomachea”, IV, 2). Infatti, la volontà è un appetito o una tendenza razionale, che segue la conoscenza dell’intelletto.
Eppure, se l’intelletto cerca il vero e la volontà vuole il bene, rimane da spiegare come mai, tanto spesso, e specialmente nella società odierna, l’intelletto si perda nei labirinti delle false verità, ossia della menzogna; e come mai la volontà, facendosi nemica di se stessa, o piuttosto nemica dell’uomo che naturalmente dovrebbe servire, si renda sua nemica mortale, e, ingannandolo e tradendo il suo autentico bisogno, lo conduca non verso il bene che egli brama, ma verso il male che aborrisce, e lo aborrisce e detesta, se non altro, per un sano istinto di conservazione, dal momento che sprofondarsi nel male equivale a minare il proprio equilibrio esistenziale.
Si tratta di un mistero tremendo, mysterium iniquitatis, nel quale da sempre i teologi scorgono un fortissimo indizio della presenza – tenace, insidiosa, proteiforme, cioè capace di assumere mille aspetti e di nascondersi sotto mille apparenze diverse, tutte ingannevoli – dell’antico e implacabile avversario del genere umano[…]”(da “L’intelletto cerca il vero, la volontà vuole il bene” di Francesco Lamendola blog San Michele Arcangelo)
Questo discernimento (utile per
il vero atto libero) ci potrebbe rendere consapevoli (anche)sui vari fenomeni di massadi cui potremmo(inconsciamente…parzialmente o totalmente) essere condizionati e quindi ingannati?Come naturalmente anche chiarirci in profondità(e non superficialmente) sela nostra fede cattolicasiasentimento, emozione…qualsivoglia “propria verità”eccetera…eccetera… oppure vera fede(che è strettamente legata con ilsilenzio…)
…le persone sono condizionate fin dalla nascita a credere che il piacere sia il bene supremo e che il disagio, il sacrificio, la disciplina o la sofferenza siano mali da evitare a tutti i costi. Quando questa mentalità infetta la religione, il risultato è catastrofico. L’emotività diventa non solo il sostituto della verità, ma il suo nemico…Ma come avverte il grande dottore mistico san Giovanni della Croce, “non bisogna fidarsi dei sentimenti”.Essi, infatti, sono spesso spiritualmente pericolosi. Il diavolo può imitare le consolazioni per ingannare gli incauti.Santa Teresa d’Avila istruisce le anime a diffidare delle lacrime, della dolcezza e dell’impeto delle eccitazioni interiori, poiché la vera prova del progresso spirituale è la crescita della virtù, non la fluttuazione del sentimento.
I santi capirono che la religione emotiva è una trappola, perché sposta il fondamento della fede dalla verità di Dio al proprio clima psicologico…”
Ela fede cattolicasvuotata (asentimento, emozione…oqualsivoglia “propria verità”eccetera…eccetera…) potrebbe correre il pericolo(in un futuro…) di diventare (essa stessa) unfenomeno di massa, di moda(e quindi dirumore…) di enormi dimensioni (come certi fenomeni di massa , moda attuali…)?Contribuendo a svuotarla ulteriormente…? E il tutto potrebbe essere sfruttato(come sempre…)da potenti(e non solo)che dominano il mondo per vari scopi …elettorali…eccetera…eccetera…? Forse succede in parte anche tuttora…?
All’alba del 2026, mentre le società occidentali cercano dei riferimenti certi per affrontare il futuro, è diventato comune sentire lodare i frutti storici del cristianesimo.Si celebra volentieri quello che esso ha prodotto: civiltà, patrimonio artistico, coesione dei popoli, senso del bello e del giusto. Molti responsabili politici e intellettuali riconoscono ormai che il cattolicesimo ha plasmato l’Europa e rimane un prezioso fondamento culturale.
Questo riconoscimento, di per sé, merita di essere ascoltato. Ma esso diventa insufficiente – e perfino pericoloso - quando costoro pretendono di conservare i frutti rifiutando l’albero che li ha prodotti.…Il pericolo del nostro tempo è di soffermarsi sui frutti dimenticando l’albero. Credere che si possa preservare l’estetica cristiana senza l’Altare, la morale senza la legge divina, l’identità senza la verità…Un cristianesimo ridotto ad una funzione culturale è un cristianesimo condannato. Quello che si conserva per interesse sarà presto tardi abbandonato non appena questo interesse sembrerà sparire…Cristo non è un mezzo al servizio delle nazioni, sono le nazioni che sono chiamate a sottomettersi liberamente al Suo regno…”]

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