Sant’Agostino ammonisce: non c’è peste peggiore che la libertà dell’errore!

«E poi gli uomini si meravigliano (e magari solo si meravigliassero e non giungessero alla bestemmia!) quando il Signore castiga il genere umano e lo colpisce con le punizioni di un pio emendamento, esercitando prima del giudizio finale il rimedio di una correzione.» (sant’Agostino – La rovina della città di Roma)

Diceva il grande Chesterton: Verità Oggettiva: La verità rimane tale indipendentemente dal consenso o dalla pratica. La frase esatta citata è: “Right is right, even if nobody does it. Wrong is wrong, even if everybody is wrong about it” (Il giusto è giusto, anche se nessuno lo fa. Lo sbagliato è sbagliato, anche se tutti sono in errore).

RICORDA CHE: il dovere dell’ubbidienza ha dei limiti nel suo esercizio, limiti che l’autorità deve rispettare, affinché si ottenga l’armonia e l’equilibrio sociale e l’ubbidienza non sia avvilita e snaturata nel suo concetto.
Al Cristianesimo soprattutto spetta il merito di avere determinato con chiarezza e precisione questi limiti.
La dottrina del Vangelo, proclamando i doveri dei cittadini verso l’autorità, affermava pure i loro doveri.
Bisogna ubbidire all’autorità, affinché essa possa compiere la sua missione; ma l’ubbidienza deve essere decorosa e nobile, come si addice ad una virtù, deve mantenersi nel giusto mezzo ugualmente distante dagli atteggiamenti servili delle anime abbiette, sempre disposte all’adulazione, sempre pronte a curvarsi davanti ai capricci del potere politico, e dalle irrequietezze degli spiriti ribelli, sempre in opposizione alle misure stabilite dalla legittima autorità.
Non ubbidienza adulatrice né superbia indocile; non partito preso di approvare tutto, né partito preso di tutto criticare, ma sottomissione docile alle prescrizioni legittime dell’autorità, ma resistenza ferma e risoluta alle sue leggi quando esse attentino alle libertà individuali inviolabili, ai diritti imprescrittibili della coscienza e di Dio.
Ecco il pensiero cattolico quale risulta dagli insegnamenti del Vangelo e del magistero ecclesiastico.
La Chiesa predica ai sudditi il rispetto alle legittime autorità e l’ubbidienza alle giuste leggi; ma avverte pure i poteri pubblici che vi sono delle barriere, oltre le quali essi non possono andare senza perdere ogni diritto all’ubbidienza dei loro sudditi.
(di Padre Andrea Oddone S.J.)

Il concetto dell’obbedienza vale, perciò, sia fuori della Chiesa verso l’Autorità di Cesare, chiunque esso sia e regni, sia però quanto anche all’interno della Chiesa nei confronti dei Superiori.
Così spiega sant’Agostino in merito alle parole di san Paolo ai Galati che faremo bene a meditare:

“Un Vangelo che fosse a misura d’uomo sarebbe un imbroglio: ogni uomo infatti è menzognero, dal momento che quanto di vero si trova nell’uomo non è di origine umana ma proviene da Dio che si serve dell’uomo.
Per questo ogni vangelo a misura d’uomo non merita neppure il nome di vangelo; e tale era quello che bandivano quei tali che volevano ricondurre dalla libertà alla schiavitù i fedeli che, viceversa, Dio chiamava dalla schiavitù alla libertà.
(..) Cerco dunque, adesso, di farmi approvare dagli uomini o non piuttosto da Dio? O cerco di piacere agli uomini? Se piacessi ancora agli uomini, non sarei servo di Cristo.
(..) Se cercassi ancora di piacere agli uomini, non sarei servo di Cristo.
Il Signore infatti comanda ai suoi servi d’imparare da lui ad essere miti ed umili di cuore 10: la qual cosa è assolutamente impossibile a colui che cerca di piacere agli uomini in vista di se stesso, cioè per la sua gloria, diciamo così, privata e personale.“
(Sant’Agostino spiega la Lettera di san Paolo ai Galati)

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