AMARE. UNA POESIA DIVERSA.

AMORE

Spesso fraintendiamo il significato della parola Amore, legandolo a un concetto troppo poetico e, spesso quindi, anche egoistico. 
Abbiamo la pretesa di interpretare un sentimento puro che, per essere vissuto, pretende altrettanta purezza e, soprattutto, onestà morale.
E ci sentiamo artefici di una moralità che pretendiamo essere l’unica e infallibile.

L’Amore è sì poesia, e quella stessa poesia eleva il nostro cuore ad altezze sublimi, facendoci quasi toccare il cielo.
Ma quel cielo rischia, spesso, di diventare un semplice pezzo di mondo che vogliamo trattenere solo per noi.

E così, legati a quel sentimento che abbiamo costruito acriticamente, esso stesso diventa del tutto personale, soggetto a un’interpretazione univoca, che solo noi possiamo comprendere e capire.

E chi non rientra in quella definizione viene automaticamente stralciato da un’ipotetica lista dei giusti, etichettati come coloro che non sanno amare o che non ci amano abbastanza.

Ma la realtà è diversa.

Ho imparato che l’Amore non può essere rinchiuso in una definizione personale. Può avere varie interpretazioni e sfumature, ma il suo significato divino esula da ogni contesto personale vissuto.
Quell’Amore che credevamo tale, in realtà, diventa un’interpretazione di un personale stato d’animo che ne devia, per egoistica volontà, la vera essenza.

Tutto quell’amore che diciamo di donare e che pretendiamo, inconsapevolmente, che ci ritorni indietro, diventa quindi un atto di desiderio e di costrizione, dettato da un senso di appartenenza, quasi di proprietà, nei confronti di un sentimento elaborato e inteso a nostro piacere e consumo.

Non ci accorgiamo, quindi, che quell’Amore da noi ideologizzato si è trasformato, allontanandosi dal suo significato più eccelso.
Sì, perché quando non vediamo più nella persona che abbiamo accanto tutte quelle caratteristiche che rientrano nella nostra personale poesia, crediamo che qualcosa sia cambiato.

E, non potendo colpevolizzare noi stessi, perché ci riteniamo detentori della definizione più corretta di questa poesia, attribuiamo un cambiamento colpevole a chi ci sta accanto.
Ma la realtà è molto diversa e spesso non è poetica, a meno che per poesia non si intendano anche la sofferenza, le tribolazioni quotidiane, il dolore, o semplicemente il fatto che le persone cambiano.

Sì, le persone cambiano, ma l’Amore no.

Quello è davvero eterno. Il suo valore, il suo significato, sono eterni. Diventa invece terreno e carnale la nostra volontà di interpretarlo in base al nostro umore.
Sì, perché l’Amore può avere anche altre sfumature, che non ne fanno perdere il vero significato divino. Quelle sfumature sono densità di un colore che decidiamo noi di usare, di volta in volta, in contesti e situazioni diverse, mutevoli e sempre in via di sviluppo, non definibili a priori, trasformandolo così in affetto, amicizia o semplice conoscenza.

Ma il significato primordiale non cambia.

Perché Amore è condivisione, collaborazione, sostenersi a vicenda, accompagnarsi nei momenti di sconforto e di dubbio, supportarsi nelle avversità.

Quello che poteva sembrare poetico in un mondo fatato e fiabesco diventa quindi incredibilmente reale attraverso la dolce sopportazione dei cambiamenti che coinvolgono ognuno di noi nel nostro cammino nella vita.

Quel sorriso che prima percepivamo come il tocco di un angelo può quindi, a volte, trasformarsi ai nostri occhi in un gesto sforzato, dovuto a una probabile stanchezza quotidiana, a un dolore taciuto o a uno stato d’animo di ansia o stress da noi non percepito, così da farci egoisticamente credere di non essere più amati come prima.

Quella poesia da noi tanto acclamata, agognata e ideologizzata diventa così una falsa rappresentazione di un sentimento che invece rimane immutato nella sua essenza, ma che viene manifestato in una sembianza diversa, con un colore diverso, ma che rientra, proprio per quella volontà di donarlo comunque, in quel gesto, nella sacralità di quel sentimento.

Tutte quelle sfumature di quei colori che credevamo sbagliati si uniscono in uno splendido arcobaleno fatto di un’emozione donata nonostante tutto e comunque, una sensazione eterna, una sensibilità empatica, un amore che rimane puro nel suo nucleo più profondo proprio così come deve essere, spontaneo e libero, ma soprattutto offerto sempre e comunque, fino a che morte non ci separi.

Diventa così indispensabile capire che l’Amore, non essendo definibile attraverso paradigmi o archetipi di sorta, rappresenta proprio quella volontà divina, quella volontà di Dio, che ci guida in ogni cosa e, quindi, anch’essa non definibile attraverso schemi o imposizioni dogmatiche, che ne sminuiscono e legano la meravigliosa libertà di esprimersi nonostante tutto e a prescindere. 

E se vissuto in pienezza di spirito, nella libera volontà di lasciarsi accompagnare da questa purezza ancestrale, può permetterci di interpretare nella giusta maniera anche ogni comportamento mutato di chi ci sta accanto, senza pretendere più che ogni atteggiamento debba essere necessariamente così come lo vogliamo noi.

Ma soprattutto è indispensabile imparare a guardarci dentro, perché probabilmente quei cambiamenti che credevamo appartenessero alla persona che amiamo riguardano, in realtà, proprio noi.

E la differenza non è sottile: è il fulcro di tutta la questione.

Noi, cambiati inconsapevolmente, non coscienti di questo mutamento interiore, attribuiamo colpe che in realtà nessuno ha, se non noi stessi. E chi ci sta accanto, forse, ha avuto l’Amore di non farcelo notare, proprio nel nome di quel sentimento che guida chi ama veramente, senza essere condizionato da una falsa poesia e da un’emozionalità compromessa.

E quindi sì, credo che la poesia abbia anche un altro aspetto. Non più soltanto quello fatato e idilliaco, ma anche quello reale, vissuto, crudo e quotidiano.
Una poesia che racchiude ogni aspetto della nostra vita, anche quelli che non vorremmo mai vivere, ma che in realtà diventano proprio quegli elementi che ci permettono di comprenderne il vero significato e ci insegnano ad amare davvero.

Per sempre.

Eternamente.

Christian B.

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