Hai mai guardato un albero?
Hai mai guardato un albero?
Hai mai guardato un albero?
Lo hai mai osservato veramente? Non solo con gli occhi, ma con il cuore?
Giganteschi, imponenti, maestosi.
Come grandi maestri di vita, ogni istante, ogni giorno, ogni stagione ci insegnano qualcosa. Nel loro perentorio silenzio e nel loro apparente essere immobili, hanno il sacro potere di trasmettere insegnamenti eterni.
Radici profonde e robuste lo ancorano alla terra, in quel luogo in cui è nato e cresciuto, statico ma incredibilmente in movimento.
Radici sapienti, in grado di trovare quella divina linfa, fonte di vita, attraverso profondità e luoghi inaspettati.
Creatrici, a loro volta, di nuova vita, in una comunione con quel Tutto che ancora non riusciamo a comprendere.
Il loro tronco, prima sottile, esile, in balia del vento e delle tempeste, poi sempre più grande, forte e robusto, come colonne di marmo, ma ancora più maestoso.
Una forte corteccia ne protegge il cuore, quell'anima in grado di trasmettere un richiamo ancestrale a chiunque abbia voglia di ascoltare.
I suoi rami, come mille braccia protese al cielo, per cercare quella luce che dona forza, energia, vita.
Rami infiniti, che si intrecciano in un apparente caos, ma che invece disegnano una perfetta rappresentazione di tutta la nostra vita.
Un apparente disordine che, se osservato attentamente, diventa un'armoniosa manifestazione di gioia e amore.
Le sue foglie, sempre nuove e rinnovate, vogliono regalarci colori e disegni poetici, romantici. Quella pace e serenità che altrimenti non sapremmo come cogliere.
Attraverso quel loro misterioso dialogo, che ci sussurrano alle orecchie, diventiamo compartecipi di un progetto divino, atto a elevare quel cuore sempre propenso ad amare.
Ci proteggono dal sole, ci donano freschezza e riparo, ci insegnano una ciclicità della vita che spesso non riusciamo a capire.
Ogni anno una danza uguale, che si ripete, ma anche magicamente diversa ogni volta, fatta di colori e disegni mai uguali.
Quelle foglie che tanto hanno da cantare a ogni soffio di vento, ballando e danzando al ritmo di un imprevedibile susseguirsi di eventi, ci raccontano il tempo.
Trasformando l'albero nel suo regale aspetto.
Rigoglioso e colorato, in una maestosità generosa, per offrirci gioia allo sguardo, pace all'anima e benessere al corpo.
Affrontando per noi arsura e siccità, ma continuando nel regale intento di non deluderci.
Continuando a guardarlo, nel tempo che inesorabile scorre veloce, in un mondo troppo occupato per cogliere particolari che ci circondano e donano saggezza, l'albero comincia a spogliarsi dei suoi colori, quasi spegnendosi del tutto.
Le sue foglie ora disegnano colori diversi, in un suolo pronto ad accoglierle. A terra, proprio vicino alle sue radici, come a volerle coprire, proteggere in attesa del freddo.
I suoi rami, non più rigogliosi, diventano come un enorme scheletro che però continua a indicare il cielo.
Come dita stanche e ormai esili, puntano ancora in alto, in un dialogo dove la reciproca comprensione è ormai implicita.
Ora non canta più al passaggio del vento; al massimo, qualche lamento prodotto dalla stanchezza dei suoi rami.
Ora è il momento del riposo. Del silenzio.
Ma in questo silenzio, nella sua immensa generosità, ci regala ancora qualcosa.
Colori diversi, colori romantici, paesaggi empatici, che portano una divina malinconia, fatta da una tristezza gioiosa, dove le lacrime si intrecciano con un sorriso rivolto a quello spettacolo che ogni volta ci incanta.
Distese infinite di foglie, dai colori che ricordano una calda coperta: il nostro sguardo diventa magicamente poetico.
E quella malinconia intrisa di una romantica tristezza si arricchisce di quella gioiosa e piacevole sensazione di pace, che incornicia un'esistenza sempre nuova, dal sapore eterno.
Le sue magie non finiscono mai, regalandoci ancora nuovi colori.
Anche quando quel fantastico tappeto rossastro non c'è più, volato via insieme a quelle nuvole che lo hanno delicatamente chiamato, per diventare un tutt'uno oltre il mistero, oltre la nostra consapevolezza.
I suoi rami accolgono un nuovo colore, candido, soffice, dal richiamo fiabesco.
Ed ecco che ogni tronco diventa il sostegno di un castello inventato, disegnato da una fantasia richiamata da uno sguardo che è tornato bambino.
Ora quel rosso e arancione che danzavano insieme, ha ceduto il posto al candore, alla verginità, alla purezza maestosa e celeste.
Un richiamo per la nostra anima, un insegnamento eterno che riporta alla calma, allo stare fermi, all'ascolto, al silenzio.
Come una grandiosa magia, il bianco che delinea nuove forme elevate al cielo diventa simbolo di purezza, quasi in preparazione di un nuovo inizio che presto arriverà.
In un dialogo profondo e magico, il sole comincia a sussurrare qualcosa e l'albero, nella sua infinita saggezza, è già pronto ad ascoltare.
In un lento ma inesorabile risveglio, comincia invisibilmente a muoversi.
La sua anima si riaccalda, torna a pulsare, per prepararsi alla nuova vita.
La purezza e il candore che lo avvolgevano ci salutano, regalandoci immagini che vanno oltre lo sguardo.
Goccioline che scendono da coni di ghiaccio, ancora attaccati a quei rami, ne condividono il disegno, cominciano a sparire, a volare via e, come le note di una dolce melodia, scompaiono in un oltre che non sappiamo ancora riconoscere, ma che regala ricordi indelebili.
Piccolissime gemme cominciano a regalare nuovi colori a quei rami non più freddi e stanchi, impreziosendoli di una nuova vita che si sta risvegliando.
Ora, abbandonata tutta la sua dolce e romantica austerità, l'albero comincia silenziosamente a gridare al cielo, un richiamo così forte che, se abbracciate il suo tronco, potete quasi sentirlo.
Ora è pronto. Di nuovo.
Ad accogliere e donare nuova vita.
Diventando la più regale dimora di sempre, per ogni creatura: uccellini, scoiattoli, piccole formichine...
Le nuvole del cielo, soffici e bianche, ora giocano con quelle nuvole dalle mille tonalità di un verde diventato improvvisamente magico e, come in un immenso specchio, dialogano e cantano un inno alla vita.
Tutto è ricominciato.
Tutto non ha mai smesso di essere.
Tutto ha solo rinnovato una nuova esistenza.
E il nostro albero ha voluto insegnarci qualcosa che non possiamo e non dobbiamo scordare.
[Christian B.]
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