Eterna Sorgente della Vita.

La contemplazione, come modello e stile di vita, diventa una necessità indispensabile per la salvaguardia di un'anima che desidera crescere e sentire Dio, l'Eterna Sorgente della Vita, come compagno imprescindibile di un viaggio che dura molte vite.
Immersi in un mondo che condiziona la nostra esistenza, diventiamo spesso vittime degli eventi che ci coinvolgono, senza riuscire a percepire il messaggio ancestrale e divino che, in realtà, si cela dietro ogni avvenimento.
Non riusciamo quindi a comprendere quella legge eterna, semplice ma inesorabile, che ci insegna il principio fondamentale di causa ed effetto, il quale orienta tutta la nostra esistenza.
Accettare questa visione della vita ci libera dall'idea di un destino preordinato, da una monotonia ripetitiva e spersonalizzante, e ci riavvicina a quell'Origine che, nonostante tutto, non possiamo dimenticare.
La contemplazione diventa così una preghiera continua, che ci accompagna attraverso la meditazione e un discernimento attento e vigile di tutto ciò che accade nella nostra quotidianità.
Una pratica costante, mai imposta, ma spontanea e, allo stesso tempo, rigorosa; un autentico stile di vita che ci conduce, con dolcezza, alla ricerca di quella Verità che si manifesta davanti ai nostri occhi, talvolta stanchi e offuscati, incapaci di riconoscerla.
La nostra esistenza non si limita alla sola materia, a un corpo che respira, mangia e dorme.
Al contrario, essa è anzitutto Spirito: un'anima che desidera crescere, comprendere ed elevarsi verso quell'Infinito che incessantemente la richiama.
La nostra vita, quindi, non è più fine a sé stessa, dove ogni azione è considerata soltanto come il risultato di semplici reazioni chimiche che avvengono nel nostro organismo e ne determinano il comportamento.
Il nostro corpo è piuttosto un involucro, una custodia che racchiude un'anima eterna, desiderosa di continuare a imparare, a conoscersi e a elevarsi.
Comprendendo questo, diventa finalmente evidente che non siamo immersi soltanto in un mondo materiale, ma che siamo un tutt'uno con gli stessi elementi che compongono il mondo nel quale viviamo.
Come un semplice pesciolino nel mare che non vede l'acqua, non ne percepisce l'esistenza e non comprende di essere completamente avvolto da ciò che gli permette di vivere, così accade anche a noi.
Siamo abbracciati, avvolti e immersi in un ambiente che ci permette di respirare. L'aria, l'ossigeno e tutto ciò che ci circonda diventano per noi ciò che l'acqua rappresenta per il pesciolino.
Ecco che diventa finalmente più chiaro ed evidente come la grande Eterna Sorgente della Vita sia parte indissolubile della nostra esistenza.
Appare allora più nitido il disegno complessivo di un ordine ancestrale, nel quale siamo protagonisti del nostro destino e non più semplici vittime di un susseguirsi di eventi che sembrano condizionarci.
Quegli stessi eventi rappresentano, infatti, una vera e propria scuola di vita, attraverso la quale l'Eterna Sorgente, mediante la legge divina di causa ed effetto e il continuo pellegrinaggio dell'anima, ci indica la Via per ricongiungerci alla nostra Origine creatrice.
Proprio come il pesciolino orienta le proprie scelte, i propri percorsi e le proprie reazioni in base a ciò che accade nell'acqua in cui vive, così anche noi siamo chiamati a scegliere se reagire inconsapevolmente agli eventi oppure accoglierli con un discernimento capace di comprenderne il significato.
È proprio in questo contesto che Dio si manifesta in tutta la Sua onnipotenza, donandoci, se davvero lo desideriamo, la capacità di comprendere il Suo linguaggio.
Qualcuno potrebbe interpretare questo modo di pensare come la naturale conseguenza di un sistema biologico perfetto, senza sentire la necessità di chiamare in causa Dio.
Eppure, proprio quel sistema biologico, così straordinariamente armonioso, mi conduce a riconoscere l'opera di una Potenza superiore: un'Energia vitale creatrice, dotata di una Volontà propria, sapiente e onnisciente.
Quella Volontà onnisciente, che opera in noi e con noi attraverso un Mistero che accompagna l'umanità da tempi immemorabili, è Dio, Colui che io chiamo l'Eterna Sorgente della Vita.
Noi siamo parte di quella Volontà. Immersi nell'aria che respiriamo, riscaldati dal Sole che illumina e risveglia ogni nuovo giorno, accarezzati dal vento che ci guida come barche in mezzo al mare, orientati dalle stelle che, da sempre, indicano la strada ai viandanti in cerca della propria casa.
Noi siamo pellegrini alla ricerca di quella Via che Dio illumina e rende visibile in ogni modo possibile. Egli ci accompagna giorno dopo giorno, ma spetta a noi imparare a comprendere gli infiniti messaggi che continuamente ci dona.
Siamo un tutt'uno e, come onde che si innalzano fino a sfiorare il cielo, ritorniamo infine all'Origine, nell'immensa distesa d'acqua dalla quale ogni vita riceve il proprio sostegno.
Tutto sembra, almeno in apparenza, caos. Eppure, in questa vita, nulla è davvero casuale. Sarebbe come pensare che la creazione sia nata dalla semplice casualità degli eventi.
È un'ipotesi difficile da concepire.
Sarebbe come mettere migliaia di mattoncini all'interno di una scatola e, scuotendola con forza, aspettarsi che, per puro caso, prendano forma fino a diventare qualcosa di perfettamente ordinato.
Non è difficile comprendere quanto questo appaia improbabile.
Noi, il mondo, l'aria che ci abbraccia, le nostre esperienze, gli incontri, gli imprevisti, il dolore, ma anche la gioia, le nascite dei nostri bambini e persino la morte, diventano un'immensa scuola di vita, nella quale maturiamo esperienza, cresciamo e diventiamo sempre più consapevoli.
Ma quale senso avrebbe tutto questo se non avesse come scopo ultimo quello di arricchirci interiormente, di farci crescere, di insegnarci e prepararci, un giorno, a interrompere quel lungo pellegrinaggio dell'anima che attraversa molte vite?
Forse il fine ultimo è proprio questo: ricongiungerci, una volta per tutte, a quell'Origine che, per eterno Amore, ha voluto donarci l'esistenza.
Perché crearci per affrontare un cammino così lungo, fatto di prove e di molte vite?
Questa è la domanda che accompagna l'umanità da sempre.
La mia risposta è rimasta la stessa.
Perché no?
Il Mistero è troppo grande per essere racchiuso in un testo come questo. Eppure, la realtà continua a parlarci della Sua opera.
Ce lo ricorda la meraviglia che proviamo davanti a un tramonto, alla delicatezza di un fiore, alla nascita di un bambino. Allo stesso modo, ci lascia attoniti davanti al dolore, alle tragedie e alla morte.
Tutto questo rivela che nella nostra anima esiste qualcosa di ancestrale, di divino, di infinito, capace di orientare le nostre scelte più profonde.
Quel qualcosa è l'Amore.
Basta osservare che, nonostante tutto ciò che accade nel mondo, il desiderio di generare vita continua ad abitare il cuore dell'essere umano.
Noi continuiamo a donare la vita.
Perché?
È proprio qui che si trova il cuore di questa contemplazione.
La risposta, per me, è tanto semplice quanto profonda.
Per Amore.
Un Amore divino, ancestrale, puro e umile, che non appartiene a una filosofia né a una corrente di pensiero, ma rappresenta quell'Energia originaria che è, allo stesso tempo, causa e compimento di ogni cosa.
È la stessa Energia vitale che spinse quella Volontà divina a soffiare in noi lo Spirito della Vita, rendendoci partecipi dell'esistenza e capaci, a nostra volta, di amare.

Christian B.




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