MADRE DELLA PERSEVERANZA.


Nel Vangelo è detto: « Chi avrà perseverato sino alla fine, questi sarà salvo! » (S. Matteo, XXIV, 13). Il Signore non richiede solamente i principi della buona vita, ma la fine, e darà il premio a chi avrà perseverato. Giustamente la perseveranza è chiamata la porta del Cielo. La volontà umana è debole; ora detesta il peccato e più tardi lo commette; un giorno decide di mutare vita e l'indomani riprende le cattive abitudini. Il perseverare senza cadute o rallentamenti è una grazia di Dio, che si deve chiedere con insistenza nella preghiera; senza di ciò, ci si mette in pericolo di, dannarsi. Quanti, da fanciulli, erano angioletti e poi in gioventù sono divenuti diavoli ed hanno continuato la cattiva vita sino alla morte! Quante fanciulle e signorine pie ed esemplari, in un certo periodo della vita, a motivo di una cattiva occasione, si sono date al peccato, con scandalo della famiglia e del vicinato, e poi sono morte nell'impenitenza! Il peccato che porta all'impenitenza finale è l'impurità, perché questo vizio toglie il gusto delle cose spirituali, a poco a poco fa perdere la fede, lega talmente che non fa distaccare più dal male e spesso porta ai sacrilegi della Confessione e della Comunione. Dice Sant'Alfonso: A chi ha avuto l'abitudine del vizio impuro, non basta il fuggire le occasioni prossime, più pericolose, ma egli deve tenere lontane anche le occasioni remote, evitando quei saluti, quei regali, quei biglietti e simili... - (S. Alfonso - Apparecchio alla morte). « La nostra fortezza, dice il Profeta Isaia, è come la fortezza della stoppa posta nella fiamma » (Isaia, I, 31). Chi si mette nel pericolo con la speranza di non peccare, è come quel pazzo che pretendesse di camminare sul fuoco senza bruciarsi. Si riferisce nelle storie ecclesiastiche, che una santa matrona compiva il pietoso ufficio di seppellire i Martiri della fede. Una volta ne trovò uno che ancora non era spirato e lo portò a casa sua. Quel tale guarì. Ma cosa avvenne? Con l'occasione vicina queste due sante persone (come allora potevano chiamarsi) a poco a poco perdettero anche la fede. Chi può essere sicuro di sé, quando si pensa alla fine misera del re Saul, di Salomone e di Tertulliano? L'àncora di salvezza per tutti è la Madonna, Madre della perseveranza. Nella vita di Santa Brigida si legge che un giorno questa Santa udì Gesù che così parlava alla Vergine Santissima: Madre mia, chiedimi quanto vuoi, poiché qualunque tua domanda non può che essere esaudita. Niente tu, o Madre, mi hai negato vivendo sulla terra e niente ti nego ora io essendo in Cielo. - Ed alla stessa Santa disse la Madonna: Io son chiamata la Madre della misericordia e tale io sono perché tale mi ha fatta la Divina Misericordia. - Alla Regina del Cielo dunque domandiamo la grazia della perseveranza e chiediamola specialmente durante la Consacrazione, nella Santa Messa, recitando un'Ave Maria con fede.

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