DOPO LA TEMPESTA VIENE SEMPRE LA CALMA.

Dopo la tempesta viene sempre la calma, come l'arcobaleno dopo la pioggia, come le rapide di un fiume che si riposano in una risacca.

Così è la vita. Alti e bassi, momenti in cui la gioia sembra avvolgere ogni cosa e altri in cui il dolore, il dispiacere e la tristezza sembrano prendere il sopravvento. Sono emozioni che si alternano, che si inseguono e che, nel loro continuo susseguirsi, finiscono per dare forma alla nostra esistenza.

Tocca a noi trovare quell’equilibrio capace di bilanciare ogni reazione, ogni emozione, ogni momento che attraversiamo.

Ma come fare?

Già, come fare?!

La mia esperienza di vita, legata al mio percorso spirituale, mi ha insegnato tanto. Dal Buddismo alle Upaniṣad e ai Veda, dallo Zen al Tao, fino ai nativi americani, ho incontrato modi diversi di guardare alla sofferenza, alla vita, alla natura, a Dio e a ciò che ci circonda, fino a trovare il giusto compimento in Cristo, che mi ha guidato verso l’eterna Sorgente della Vita.

E ogni insegnamento è stato prezioso.

Dalla comprensione della sofferenza del Buddha al rapporto con Dio delle Upaniṣad e dei Veda, dalla contemplazione della calma Zen alla filosofia del Tao sulla permeabilità della vita, fino al rapporto con gli elementi che mi circondano, così come mi è stato insegnato dai nativi americani, e che, in qualche modo, influiscono sul mio essere.

Ogni insegnamento è dentro di me, è parte di me e continua a vivere nel modo in cui guardo ciò che mi accade, nel modo in cui affronto le difficoltà e, soprattutto, nel modo in cui provo a rialzarmi ogni volta che cado.

Perché cadere è normale.

Fa parte della vita.

Non possiamo pensare di attraversare la nostra esistenza senza conoscere il dolore, il dubbio, la tristezza o quei momenti nei quali perdiamo, anche solo per un istante, il senso della direzione. La caduta non significa necessariamente aver sbagliato tutto. A volte significa semplicemente essere arrivati davanti a qualcosa che non avevamo ancora imparato ad affrontare.

Rialzarsi, invece, è un atto di volontà.

È quel libero arbitrio che dirige ogni nostra scelta, anche quando non conosciamo ancora dove quella scelta ci condurrà. Ogni scelta è un passo, ogni passo forma il nostro cammino, e ogni bivio è il nostro libero arbitrio.

Possiamo trovarci davanti a strade che non conosciamo, davanti a decisioni che ci fanno paura, davanti a situazioni che non avremmo mai scelto di vivere. Ma anche lì rimane una possibilità: scegliere come attraversarle.

Ed è proprio qui che, per me, il significato del Karma e della reincarnazione si inserisce naturalmente nel cammino della vita. Ogni scelta lascia una traccia, ogni azione porta con sé una conseguenza e ogni esperienza può diventare parte di un percorso che va oltre ciò che riusciamo a comprendere nell’arco di una sola esistenza.

Il Karma, nella mia visione, non è una condanna né una sorta di punizione che ci viene inflitta per ciò che abbiamo fatto. È piuttosto il risultato delle nostre scelte, di ciò che seminiamo attraverso il nostro modo di vivere, pensare e agire. È qualcosa che ci accompagna nel nostro cammino e che può diventare occasione di comprensione, di crescita e di trasformazione.

E la reincarnazione amplia ancora di più questa prospettiva, perché mi porta a considerare la vita non come un’esperienza isolata e conclusa in se stessa, ma come parte di un percorso più grande dell’anima. Ciò che non comprendiamo oggi può forse trovare un significato domani, così come ciò che impariamo in questa esistenza può diventare parte di un cammino che non siamo ancora in grado di vedere nella sua interezza.

Questo non toglie valore al libero arbitrio, ma, al contrario, lo rende ancora più importante. Perché se ogni scelta contribuisce a formare il nostro cammino, allora ogni momento della nostra vita diventa una possibilità. Anche una caduta può trasformarsi in un insegnamento, anche un errore può diventare consapevolezza, anche una sofferenza può lasciare dentro di noi qualcosa che, nel tempo, ci permetterà di essere diversi.

Ed è proprio qui che, per me, tutto ciò che ho incontrato nel mio percorso spirituale trova il suo significato più profondo.

Solo con il cuore e lo sguardo rivolti alla Sorgente possiamo trasformare tutti quegli insegnamenti in qualcosa di vero e tangibile. Perché non è sufficiente conoscere, leggere, studiare o contemplare. Prima o poi arriva il momento in cui ciò che abbiamo interiorizzato deve misurarsi con la vita reale.

È lì che la spiritualità smette di essere soltanto pensiero e diventa esperienza.
È lì che comprendiamo se ciò che abbiamo imparato è davvero entrato dentro di noi.
Solo attraverso una vera Fede possiamo rialzarci.

Una Fede fatta di vita vissuta, reale, che ci fa sporcare, soffrire e, a volte, sanguinare il cuore. Una Fede che non ci risparmia necessariamente le tempeste, ma che ci permette di attraversarle senza perdere completamente la direzione.

Perché anche quando cadiamo, qualcosa dentro di noi può continuare a indicarci la strada.

E forse è proprio questo il valore di tutto ciò che abbiamo incontrato nel nostro cammino: non diventare immuni dal dolore, non pretendere di vivere sempre nella serenità, ma imparare a riconoscere che ogni momento, anche quello più difficile, può contenere qualcosa capace di riportarci verso il nostro centro.

Verso quella Sorgente dalla quale tutto prende vita e verso la quale, in qualche modo, continuiamo a dirigere il nostro cammino.

E così, lentamente, anche la tempesta passa.

La pioggia lascia spazio all’arcobaleno, le rapide trovano la loro risacca e dentro di noi torna quella pace che sembrava così lontana.
Una pace infinita, una serenità interiore e una gioia che non possiamo far altro che condividere.

Perché dopo la tempesta viene sempre la calma.

E forse dobbiamo soltanto imparare a riconoscerla quando finalmente arriva.

Christian B.

Commenti