L'importanza della meditazione contemplativa.


Un Sacerdote, a motivo del sacro Ministero, visitò una famiglia. Una vecchietta, sugli ottant'anni, l'accolse rispettosamente e gli manifestò il desiderio di compiere un'opera di beneficenza.
- Sono avanzata negli anni; non ho eredi; sono nubile; vorrei aiutare i giovani poveri, che si sentono chiamati al Sacerdozio. Sono contenta io ed anche mia sorella. Se permette, vado a chiamarla. -
La sorella, di novantuno anni, serena ed arzilla, con perfetta lucidità di mente, intrattenne il Sacerdote in lungo ed interessante colloquio: - Reverendo, lei confessa? 
- Tutti i giorni.
- Non tralasci mai di dire ai penitenti che facciano ogni giorno la meditazione! Quando ero giovane, tutte le volte che mi presentavo al confessionale, il Sacerdote mi diceva: Hai fatta la meditazione? - E mi rimproverava se qualche volta avveniva di ometterla.
- Un secolo fa, rispose il Sacerdote, s'insisteva sulla meditazione; ma oggi se si ottiene da tante anime che vadano a Messa la domenica, che non si diano ai divertimenti immorali, che non diano scandalo ... è già troppo! Prima c'era più meditazione e per conseguenza più rettitudine e più moralità; oggi c'è poca o nessuna meditazione e le anime vanno di male in peggio! -


(Tratto dal libretto "Maria Regina e Madre di Misericordia" del Salesiano Don Giuseppe Tomaselli)

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