NON C’È REINCARNAZIONE.
Non bisogna commettere sacrilegio pensando che vi può essere parola migliore di quella del Signore, venuto non ad abolire la Legge ma a darle compimento (Mt 5,17). Le teorie del mondo si possono anche aggiornare, ma non la fede. La fede, la morale e le verità dottrinali rimangono intatte sino alla fine. Gesù lo ha detto: Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno (Mt 24,35).
Riguardo alla vita oltre la morte, il Signore afferma: Quanto poi alla risurrezione dei morti, non avete letto quello che vi è stato detto da Dio: Io sono il Dio di Abramo e
il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe? Ora, non è Dio dei morti, ma dei vivi (Mt 22,32). Abramo, Isacco e Giacobbe sono vissuti una volta sola. Noi vivremo una volta sola.
Gesù, che è Dio, prese carne una volta sola e non la prenderà una seconda, perché
anch’Egli rispetta l’ordine e la giustizia. Ogni persona è unica e irripetibile, come unica e personale è l’esistenza.
Dice ancora Gesù: Questa è la volontà del Padre mio, che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; io lo risusciterò nell’ultimo giorno (Gv 6,40). Dice: “lo risusciterò”, non “lo reincarnerò”. E specifica: “nell’ultimo giorno”. I sepolcri si apriranno per tutti, ma solo alla fine dei tempi, quando sentiremo la voce del Salvatore che ci chiama al Giudizio. Se vi fossero state più vite, il Maestro lo avrebbe insegnato e lo Spirito lo avrebbe confermato (Gv 16,12-14).
Quando, con la morte, il corpo dell’uomo si decompone e ritorna nella polvere da cui fu tratto, lo spirito non si reincarna in un’altra vita, ma attende di riunirsi alla sua carne nel giorno della risurrezione finale. Non siamo chicchi di grano che germogliano una, due, dieci, cento volte. Non siamo frumento che spunta dal suolo ad ogni nuova stagione. Siamo figli di Dio, fatti a sua immagine e somiglianza (Gn 1,26-27).
Non abbiamo che un’unica e irripetibile esistenza. Da come viviamo in questo mondo, vivremo nell’altro, nel bene o nel male. Così dice il Signore: Dobbiamo compiere le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte, quando nessuno può più operare (Gv 9,4). È giusto che sia così. Guai se non lo fosse! Vivessimo mille vite, diverremmo mille volte zimbello di Satana. Vivendo una volta sola, invece, e sapendo che in quella costruiamo il nostro destino eterno, ci preoccupiamo di agire secondo la volontà di Dio. Ogni ora che passa inutilmente, infatti, è un’occasione persa per investire il talento ricevuto (Mt 25,14-30). Finito il talento, non se ne può avere un altro.
Come il Signore disse a Nicodemo, l’unica rinascita che Egli permette ai suoi figli è quella spirituale: Se uno non rinasce dall’alto, non può vedere il regno di Dio (Gv 3,3); e anche l’apostolo Paolo ammonisce: Dovete deporre l’uomo vecchio con la condotta di prima, l’uomo che si corrompe dietro le passioni ingannatrici, e dovete rinnovarvi nello spirito della vostra mente e rivestire l’uomo nuovo, creato secondo Dio nella giustizia e nella santità vera (Ef 4,22-24).
P. Enzo Redolfi
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