LA COSCIENZA.

 


Il Santuario Interiore

La coscienza è uno dei doni più grandi che Dio ha affidato all'essere umano.

Essa non è semplicemente la capacità di distinguere il bene dal male, né soltanto la voce della morale appresa dagli uomini.

Nella Via del Cristo Eterno, la coscienza rappresenta il luogo privilegiato dell'incontro tra l'anima e Dio.

È il santuario interiore dove il Creatore continua a parlare nel silenzio del cuore.

Prima di ogni tempio costruito dagli uomini esiste il tempio che Dio ha edificato nell'intimo di ogni persona.

È lì che la luce della scintilla divina illumina il cammino dell'anima.

È lì che lo Spirito suscita domande, richiama alla verità e invita alla conversione.

Per questo nessuna autorità esterna può sostituire completamente la coscienza.

Le religioni possono insegnare.

Le Scritture possono orientare.

I maestri possono consigliare.

Le tradizioni possono custodire una preziosa sapienza.

Ma nessuno può ascoltare Dio al posto dell'uomo.

La risposta alla chiamata divina appartiene sempre alla libertà della coscienza.

Essa, tuttavia, non è automaticamente infallibile.

Può essere ferita.

Può essere confusa.

Può essere condizionata dalla paura, dall'ego, dall'orgoglio, dal desiderio di potere o dalle illusioni del mondo.

Può persino essere soffocata dal rumore incessante della vita quotidiana.

Per questo motivo la coscienza deve essere continuamente educata.

Educata dalla ricerca sincera della verità.

Educata dalla contemplazione.

Educata dalla preghiera.

Educata dal Vangelo.

Educata dall'amore.

Educata dall'esperienza.

Educata dall'umiltà di riconoscere i propri limiti.

Nello stesso tempo deve essere purificata.

Purificata dai pregiudizi.

Dalle paure.

Dalle ferite.

Dal desiderio di dominare.

Dall'orgoglio spirituale.

Dall'attaccamento agli idoli che oscurano la scintilla divina.

Ogni autentico cammino spirituale è anche un cammino di purificazione della coscienza.

Solo un cuore libero può riconoscere con chiarezza la voce di Dio.

Ma, soprattutto, la coscienza deve essere ascoltata.

Dio parla con discrezione.

Non impone.

Non costringe.

Invita.

Attende.

Rispetta il libero arbitrio che Egli stesso ha donato.

Per questo la Sua voce è spesso simile a un soffio leggero che può essere facilmente coperto dal rumore dell'ego, delle passioni, del potere e delle molte distrazioni del mondo.

Ascoltare la coscienza significa creare dentro di sé uno spazio di silenzio nel quale la Verità possa essere riconosciuta.

Nella Via del Cristo Eterno, Cristo non sostituisce la coscienza.

La illumina.

I Vangeli non sostituiscono la coscienza.

La orientano.

Maria non sostituisce la coscienza.

Insegna ad ascoltarla con umiltà e fiducia.

Lo Spirito Santo non annulla la libertà.

La rende capace di riconoscere la luce.

Per questo motivo il discernimento spirituale nasce dall'incontro di quattro realtà inseparabili:

• la Parola che illumina;

• la coscienza che ascolta;

• lo Spirito che vivifica;

• l'amore che verifica ogni scelta.

Quando una decisione conduce a un amore più grande, a una libertà più autentica, a una maggiore comunione con Dio e con il prossimo, la coscienza riconosce il riflesso della luce divina.

Quando invece nasce dall'ego, dalla paura, dall'odio, dall'orgoglio o dal desiderio di dominio, essa avverte che ci si sta allontanando dalla Via.

La coscienza diventa così la bussola dell'anima.

Non crea la Verità.

La cerca.

Non inventa Dio.

Lo accoglie.

Non sostituisce Cristo.

Si lascia guidare da Lui.

Per questo la Via del Cristo Eterno insegna che il vero pellegrinaggio non inizia attraversando luoghi sacri, ma entrando nel santuario più nascosto dell'essere umano.

Là dove Dio attende da sempre.

Là dove la scintilla divina continua silenziosamente a brillare.

Là dove ogni anima, se sceglie di ascoltare con sincerità, può udire la chiamata dell'Eterno.

Perché il primo tempio costruito da Dio non è fatto di pietra.

È il cuore dell'uomo.


[Christian B.]

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