IL MISTERO DELLA SOFFERENZA E DELLA MORTE DEGLI INNOCENTI.
Questa è probabilmente una delle domande più difficili che ogni visione spirituale deve affrontare. Nella prospettiva della Via del Cristo Eterno, e ispirandosi alle tradizioni che più le sono affini (cristianesimo mistico, Origene, alcune correnti dell'induismo e del buddismo, oltre a una visione della coscienza come luogo dell'incontro con Dio), si potrebbe formulare una risposta come questa.
Tra tutti i misteri dell'esistenza, nessuno scuote il cuore umano quanto la sofferenza e la morte di un innocente, soprattutto quella di un bambino.
Nessuna spiegazione può cancellare il dolore.
Nessuna filosofia può chiedere a una madre o a un padre di non soffrire.
Il dolore rimane reale.
Le lacrime rimangono sacre.
Per questo la Via del Cristo Eterno non pretende di eliminare il mistero, ma di contemplarlo con umiltà.
La vita terrena non è l'intera esistenza
Se l'uomo fosse soltanto il suo corpo, la morte di un bambino sarebbe un'assurdità quasi impossibile da accettare.
Ma se il corpo rappresenta soltanto una tappa del viaggio dell'anima, allora la morte non è la fine dell'esistenza.
È il termine di una particolare esperienza.
L'anima continua il proprio cammino verso Dio.
Ciò che appare come una vita brevissima potrebbe non essere che un frammento di un percorso molto più grande.
Dio non vuole la sofferenza
Dio non crea il male.
Non desidera la morte.
Non gode del dolore delle Sue creature.
La sofferenza nasce dall'incontro tra la libertà delle creature, la fragilità del mondo materiale e i limiti propri della condizione umana.
Dio non è il carnefice.
È Colui che accompagna, sostiene e trasforma il dolore in possibilità di amore e di crescita.
Un disegno che supera la nostra comprensione
L'intelligenza umana vede soltanto un piccolo tratto del cammino.
Dio contempla l'intero percorso dell'anima.
Ciò che oggi appare privo di senso potrebbe trovare il proprio significato in una prospettiva eterna.
Questo non elimina il dolore.
Invita però alla fiducia.
Non tutto ciò che è incomprensibile è privo di significato.
Il possibile cammino dell'anima
Se l'anima continua il proprio percorso oltre una sola esistenza, la morte prematura non rappresenta un fallimento del progetto divino.
Può essere il compimento di una tappa già sufficiente per quella particolare incarnazione.
Può preparare nuove esperienze.
Può contribuire alla maturazione dell'anima stessa.
Questa idea non deve mai essere usata per giudicare chi soffre o per attribuire automaticamente ogni evento a un karma personale. Sarebbe una semplificazione ingiusta e crudele.
Il mistero del cammino di ogni anima appartiene soltanto a Dio.
La sofferenza degli altri trasforma anche noi
Nessuna vita è isolata.
Ogni esistenza è intrecciata con molte altre.
La morte di un bambino cambia profondamente una famiglia.
Può generare disperazione.
Ma può anche risvegliare compassione, solidarietà, conversione del cuore e una più profonda ricerca di Dio.
Questo non significa che Dio provochi quel dolore per ottenere un bene.
Significa che il Suo Amore può trarre luce anche dalle tenebre.
Cristo davanti al dolore
Cristo non spiega teoricamente la sofferenza.
La condivide.
Piange.
Guarisce.
Accoglie i bambini.
Perdona.
Soffre.
Muore.
Mostra che Dio non osserva il dolore da lontano, ma vi entra dentro.
Per questo, nella Via del Cristo Eterno, la risposta ultima al male non è una teoria, ma una Presenza.
Il destino dei bambini
Ogni bambino appartiene anzitutto a Dio.
La sua anima è custodita dall'Amore eterno.
Nessuna vita è inutile.
Nessuna esistenza è dimenticata.
Ogni bambino è chiamato alla piena comunione con Dio.
La morte può interrompere un'esperienza terrena.
Non può distruggere la vocazione eterna dell'anima.
Il mistero rimane
La Via del Cristo Eterno non pretende di risolvere completamente il problema del male.
Riconosce che alcune domande resteranno aperte finché l'uomo vedrà soltanto una piccola parte del disegno.
La fede non consiste nell'avere tutte le risposte.
Consiste nel continuare a camminare verso Dio anche quando alcune risposte rimangono nascoste.
[Christian B.]

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