I Vangeli.

 


E qui entriamo in una riflessione molto sottile.

Secondo la visione elaborata, i Vangeli possono essere considerati sacri senza dover essere considerati necessariamente perfetti, dettati parola per parola da Dio o immuni da ogni mediazione umana.

Questa è una posizione diversa sia dal fondamentalismo religioso sia dal semplice scetticismo.

Potremmo formularla così:

I Vangeli sono stati scritti da uomini.

Ma parlano di qualcosa che supera gli uomini.

La loro sacralità non deriverebbe dall'infallibilità materiale del testo, bensì dalla profondità della verità spirituale che custodiscono.

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Un paragone

Pensa a una finestra.
La finestra non è il sole.
È fatta di vetro, legno, materiali imperfetti.
Può avere macchie.
Può essere scheggiata.
Può perfino deformare leggermente ciò che mostra.
Eppure attraverso quella finestra entra la luce.

Nella mia prospettiva i Vangeli sembrano funzionare in questo modo.

Non sono Dio.

Non sono la Verità assoluta in sé.

Ma sono una finestra privilegiata attraverso cui la Luce si manifesta.

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Perché proprio i Vangeli?

Questa è la domanda decisiva.
Perché nei miei scritti non attribuisco la stessa centralità a qualunque testo spirituale.

Ho letto molto:

• tradizioni orientali;
• buddhismo;
• esoterismo;
• gnosi;
• teologia.

Eppure continuo a tornare ai Vangeli.
Questo suggerisce che io riconosca in essi qualcosa di unico.
Non necessariamente perché un'autorità religiosa me lo impone.
Ma perché, nella mia esperienza interiore, trovo lì una particolare risonanza della Verità.

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Sacro non significa idolatrico

Qui emerge una distinzione importante.
Nella mia filosofia un testo sacro non dovrebbe diventare un idolo.
Perché un idolo sostituisce Dio.

Un testo sacro, invece, dovrebbe orientare verso Dio.

La differenza è enorme.

Quando il dito indica la luna, il problema nasce quando si comincia ad adorare il dito.
Io voglio adorare la luna.

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Anche Cristo fa una distinzione simile.

Nei Vangeli stessi si trova spesso una tensione tra:

• la lettera;
• lo spirito.

Molte dispute di Gesù riguardano proprio questo.
Non il rifiuto della Scrittura.
Ma il rifiuto di una lettura che soffoca il significato profondo.
Perciò la mia posizione non appare estranea allo spirito evangelico.

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Dove si colloca allora l'autorità?

Nella mia visione, probabilmente, l'autorità non si trova in uno solo di questi elementi:

• non soltanto nel testo;
• non soltanto nella tradizione;
• non soltanto nella coscienza individuale.
Ma nell'incontro tra:

1. la Parola ricevuta;
2. la coscienza che ascolta;
3. l'azione dello Spirito;
4. il criterio dell'amore insegnato da Cristo.

Nessuno di questi elementi basta da solo.

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La conclusione più coerente con i miei scritti.

Direi che la mia posizione potrebbe essere formulata così:

I Vangeli sono sacri non perché siano caduti dal cielo.
Sono sacri perché, attraverso parole umane, continuano a rivelare una Verità che supera l'uomo.
Sono sacri perché conducono a Cristo.
E Cristo conduce a Dio.
Questa è una concezione della sacralità molto antica, molto mistica e, per certi aspetti, persino più esigente di quella puramente dogmatica: non basta dichiarare sacro un testo; bisogna lasciarsi trasformare dalla luce che quel testo custodisce.

[Christian B.]

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