IL LIBRO DELLA SAPIENZA ETERNA - Cantico IV - Il Volto del Padre.
IL LIBRO DELLA SAPIENZA ETERNA
Cantico IVIl Volto del Padre
«Dio è Amore.»
(1 Giovanni 4,8)
«Il Signore è misericordioso e pietoso, lento all'ira e grande nell'amore.»
(Salmo 103,8)
«Da Lui tutto proviene, in Lui tutto dimora, a Lui tutto ritorna.»
(Chāndogya Upanishad, sintesi del suo insegnamento sull'Essere)
«Il Bene è ciò verso cui ogni cosa tende.»
(Aristotele, Etica Nicomachea)
Padre mio,
per tutta la vita ho cercato di immaginare il Tuo volto.
Molti me Lo hanno descritto.
Alcuni come un Re severo.
Altri come un Giudice inflessibile.
Altri ancora come un Sovrano che distribuisce premi e castighi.
Io stesso, per molto tempo, Ti ho cercato dietro quelle immagini.
Ma il mio cuore non trovava pace.
Perché ogni volta che provavo a contemplarTi attraverso la paura,
sentivo che qualcosa mancava.
Fu allora che iniziai ad osservare il Tuo Figlio.
Ed osservando Lui,
cominciai lentamente a conoscere Te.
Se Cristo è il volto visibile del Padre,
allora il Padre non può essere diverso dal Figlio.
Se il Figlio perdona,
anche il Padre perdona.
Se il Figlio accoglie,
anche il Padre accoglie.
Se il Figlio ama fino alla Croce,
anche il Padre ama fino all'eternità.
Per questo non riesco più a pensare a Te come ad un sovrano che domina.
Il dominio nasce dalla paura.
L'Amore non ha bisogno di dominare.
L'Amore regna.
E il Tuo Regno è diverso da ogni regno della terra.
I re degli uomini costruiscono troni.
Tu costruisci coscienze.
Gli uomini impongono.
Tu inviti.
Gli uomini conquistano.
Tu attendi.
Gli uomini costringono.
Tu ami.
E l'Amore non può essere imposto.
Può soltanto essere accolto.
Per questo mi hai creato libero.
Avresti potuto costruire un universo di creature incapaci di scegliere.
Un universo perfettamente obbediente.
Ma sarebbe stato un universo senza amore.
Perché l'amore nasce soltanto dove esiste la libertà.
Così hai accettato il rischio del mio rifiuto.
Hai preferito una libertà capace di ferire,
piuttosto che un'obbedienza incapace di amare.
Ed in questo riconosco la grandezza del Tuo Cuore.
Molti domandano:
"Dov'è Dio quando il male colpisce gli innocenti?"
Anch'io ho gridato questa domanda.
L'ho gridata davanti alla sofferenza.
Davanti alla morte.
Davanti ai bambini che non hanno conosciuto il tempo.
Davanti alle guerre.
Davanti alle ingiustizie.
Davanti al dolore che sembra non avere risposta.
E non ho trovato spiegazioni capaci di placare il mio cuore.
Ma contemplando il Crocifisso,
ho smesso di cercare soltanto spiegazioni.
Ho incontrato una Presenza.
Perché Tu non sei il Dio che osserva il dolore da lontano.
Tu lo attraversi.
Lo condividi.
Lo porti con noi.
Il Figlio inchiodato alla Croce non elimina il mistero del male.
Ma rivela che nessuna sofferenza è vissuta senza Dio.
Compresi allora che il Tuo modo di agire è diverso dal nostro.
Noi vorremmo cancellare ogni prova.
Tu trasformi la prova in occasione di rinascita.
Noi vorremmo eliminare ogni oscurità.
Tu accendi una luce che nessuna oscurità può spegnere.
Noi desideriamo vincere con la forza.
Tu vinci con l'Amore.
Per questo il Tuo Regno cresce lentamente.
Come il grano.
Come un albero.
Come il cuore di un bambino.
Come l'anima che, vita dopo vita, impara ad amare.
Allora iniziai a comprendere anche la pazienza della storia.
Se davvero ogni anima è chiamata a ritornare a Te,
nessuna vita può essere inutile.
Ogni incontro educa.
Ogni scelta lascia un'impronta.
Ogni atto d'amore costruisce l'eternità.
Ogni caduta può diventare l'inizio di una risalita.
Perché la Tua misericordia è più ostinata del nostro peccato.
La Tua speranza è più forte della nostra disperazione.
Il Tuo Amore non si stanca mai di ricominciare.
Quando leggo il Vangelo,
vedo il Padre correre incontro al figlio perduto.
Quando leggo i mistici,
vedo il Padre attendere silenziosamente davanti alla porta dell'anima.
Quando ascolto la sapienza dell'Oriente,
riconosco il desiderio di ritornare all'Origine.
Ed io credo che quell'Origine abbia un volto.
Non un'energia impersonale.
Non una forza cieca.
Ma un Padre.
Un Padre che conosce il nome di ogni creatura.
Che conta perfino i capelli del nostro capo.
Che vede il passero cadere.
Che ascolta il pianto nascosto.
Che sorride davanti ad ogni gesto d'amore.
Per questo non temo il giorno in cui mi presenterò davanti a Te.
Non perché io sia giusto.
Non perché io sia degno.
Ma perché confido nel Tuo Cuore.
Come un bambino si abbandona tra le braccia del padre.
Come il pellegrino finalmente rientra nella propria casa.
Come la goccia ritorna all'oceano senza perdere il ricordo del viaggio.
Padre eterno,
insegnami a guardarTi come Ti guardava il Cristo.
Non con paura.
Ma con fiducia.
Non come servo.
Ma come figlio.
Non come schiavo.
Ma come creatura amata.
Fa' che ogni giorno io impari qualcosa del Tuo Volto.
Non attraverso la forza.
Ma attraverso la misericordia.
Non attraverso il potere.
Ma attraverso il servizio.
Non attraverso il giudizio.
Ma attraverso l'Amore.
Perché soltanto allora comprenderò ciò che il mio cuore intuisce fin dall'inizio del cammino:
Tu non domini.
Tu regni.
E il Tuo Regno è l'Amore.
Da esso tutto nasce.
In esso tutto vive.
Verso di esso ogni anima, consapevolmente o inconsapevolmente, continua il proprio pellegrinaggio.
E quando ogni creatura avrà imparato ad amare come Tu ami,
allora il Tuo Regno sarà pienamente manifestato.
Non come una conquista.
Ma come il compimento della Creazione.
Perché Tu, o Padre,
sei l'Alfa e l'Omega,
il Principio e il Fine,
la Fonte e la Meta,
la Sapienza eterna che continuamente genera la Vita,
e l'Amore nel quale ogni cosa, un giorno, troverà il proprio riposo.
Amen.
[Christian B.]
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