IL LIBRO DELLA SAPIENZA ETERNA - Cantico IX - La Notte.
IL LIBRO DELLA SAPIENZA ETERNA
Cantico IX
La Notte
«La luce splende nelle tenebre, e le tenebre non l'hanno vinta.»
(Giovanni 1,5)
«Anche se dovessi camminare nella valle dell'ombra della morte, non temerei alcun male, perché Tu sei con me.»
(Salmo 23,4)
«Quando il cuore è purificato, anche la notte diventa un maestro.»
(Dhammapada, sintesi del suo insegnamento)
«Come dal carbone nasce il diamante attraverso la pressione, così l'anima cresce attraverso la prova.»
(ispirato alla tradizione sapienziale universale)
Padre eterno,
per molto tempo ho avuto paura della notte.
Non della notte del cielo,
ma della notte dell'anima.
Quella nella quale ogni certezza vacilla.
Ogni speranza sembra spegnersi.
Ogni preghiera sembra cadere nel silenzio.
Quante volte Ti ho cercato,
e non ho udito risposta.
Quante volte ho gridato,
e mi è sembrato che il cielo fosse chiuso.
Allora ho pensato che Tu fossi lontano.
Ma col tempo ho compreso.
Non eri Tu ad esserti allontanato.
Eri Tu che mi stavi insegnando ad ascoltare con un cuore nuovo.
Esiste una notte che distrugge.
Ma ne esiste un'altra che trasforma.
È la notte del seme.
Sotto la terra tutto sembra immobile.
Eppure la vita sta lavorando.
È la notte del bambino nel grembo.
Nessuno lo vede.
Eppure cresce.
È la notte del Cristo nel sepolcro.
Il mondo crede che tutto sia finito.
Ma proprio allora la Vita prepara la Risurrezione.
Così è anche per l'anima.
Molti domandano:
Perché esiste il male?
Perché il dolore?
Perché la violenza?
Perché gli innocenti soffrono?
Non possiedo una risposta capace di sciogliere ogni mistero.
Ma contemplando il Cristo crocifisso,
comprendo almeno una cosa.
Dio non è alleato del male.
Lo attraversa.
Lo assume.
Lo trasfigura.
La Croce non glorifica il dolore.
Rivela che l'Amore può vincerlo.
Compresi allora che il male non è una forza pari a Dio.
Non è un principio eterno.
È una ferita della libertà.
Là dove l'Amore viene rifiutato,
nasce l'ombra.
Come il buio non è una sostanza,
ma assenza di luce,
così il male nasce quando il cuore si chiude all'Amore.
Dentro ogni uomo si combatte una battaglia.
Non tra due dèi.
Ma tra due possibilità.
L'ego che trattiene.
L'Amore che dona.
La paura che divide.
La fiducia che unisce.
L'orgoglio che innalza muri.
L'umiltà che costruisce ponti.
Ogni giorno il mio cuore sceglie.
Ed ogni scelta costruisce lentamente ciò che diventerò.
Per questo comprendo le parole del Cristo:
«Chi vuole salvare la propria vita la perderà; ma chi perderà la propria vita per amore la troverà.»
(Matteo 16,25)
La vera battaglia non è contro il mondo.
È dentro di me.
È lì che nasce la pace.
È lì che nasce la guerra.
È lì che il Regno di Dio attende di essere accolto.
Anche le antiche tradizioni parlano di questa lotta.
I saggi dell'India descrivono il continuo confronto tra l'ignoranza e la conoscenza.
Il Buddha insegna che la radice della sofferenza è l'attaccamento dell'ego.
I mistici cristiani parlano della purificazione del cuore.
Gli anziani dei popoli nativi ricordano che ogni uomo alimenta due lupi.
Uno è l'odio.
L'altro è l'amore.
E cresce quello che scegliamo di nutrire.
Allora comprendo che gli spiriti oscuri,
di cui tante tradizioni parlano,
trovano forza dove il cuore si chiude alla luce.
Non sono padroni dell'uomo.
Sono ospiti indesiderati delle sue paure,
delle sue ferite,
del suo orgoglio,
della sua disperazione.
Eppure nessuna oscurità è eterna.
Perché basta una sola fiamma
per vincere una stanza piena di tenebre.
Così basta un solo atto d'amore
per iniziare a cambiare il destino di un'anima.
Padre,
non chiedo una vita senza prove.
Chiedo un cuore capace di attraversarle.
Non domando che Tu allontani ogni notte.
Domando che nella notte io non perda mai la Tua mano.
Perché ora comprendo.
Le stelle si vedono soltanto nel buio.
La fede cresce quando gli occhi non vedono.
La speranza nasce quando ogni speranza umana sembra finita.
L'Amore diventa puro quando non cerca ricompense.
Ed allora la notte cessa di essere soltanto paura.
Diventa scuola.
Diventa deserto.
Diventa silenzio.
Diventa tempio.
Perché proprio lì,
quando ogni altra luce si spegne,
inizia finalmente a brillare la Tua.
Così continuo il mio pellegrinaggio.
Talvolta nella gioia.
Talvolta nel pianto.
Talvolta nella certezza.
Talvolta nel dubbio.
Ma non sono più solo.
Perché il Tuo Figlio
ha già attraversato la notte prima di me.
Ha già conosciuto il Getsemani.
Ha già conosciuto la Croce.
Ha già conosciuto il Sepolcro.
Ed è uscito vittorioso.
Per questo non temo più le mie tenebre.
So che esse non sono la mia destinazione.
Sono soltanto il tratto di strada
che precede l'alba.
Padre eterno,
quando la mia anima entrerà ancora nella notte,
ricordami che il sole non è scomparso.
È soltanto nascosto oltre l'orizzonte.
Quando il dubbio mi visiterà,
ricordami il volto del Cristo.
Quando il dolore mi piegherà,
ricordami la Croce.
Quando la paura mi fermerà,
ricordami la Risurrezione.
E quando il mio cuore crederà di aver perso ogni luce,
fa' che io ricordi la scintilla che Tu stesso hai posto dentro di me.
Perché nessuna notte può spegnere ciò che nasce da Te.
E nessun male può vincere definitivamente l'Amore.
Poiché Tu sei il Padre della Luce.
Cristo è l'Alba eterna.
Lo Spirito è il Soffio che mantiene viva la fiamma.
Ed io,
piccolo pellegrino della Sapienza,
attraverso la notte con fiducia,
sapendo che ogni oscurità,
nelle Tue mani,
può diventare l'inizio di un nuovo giorno.
Amen.
[Christian B.]
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