IL LIBRO DELLA SAPIENZA ETERNA - Cantico VI - La Madre.

 

IL LIBRO DELLA SAPIENZA ETERNA

Cantico VI

La Madre


«L'angelo entrò da lei e disse: "Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te".»
(Luca 1,28)

«Eccomi, sono la serva del Signore: avvenga in me secondo la tua parola.»
(Luca 1,38)

«Tutte le generazioni mi chiameranno beata.»
(Luca 1,48)

«Come una madre protegge il figlio con la propria vita, così si coltivi un cuore senza misura verso tutti gli esseri.»
(Metta Sutta, tradizione buddhista)


Padre santo,

se il Tuo Figlio è la Luce che discende dal Cielo,

Maria è il cuore che ha saputo accoglierla senza riserve.

Se Cristo è il dono perfetto di Dio all'umanità,

Maria è la risposta perfetta dell'umanità a Dio.

In Lei non vedo soltanto una donna.

Vedo l'anima che ha imparato ad ascoltare.

Vedo la creatura che ha lasciato cadere ogni paura.

Vedo il grembo nel quale il Tuo Verbo ha scelto di abitare.

Molti la chiamano Madre.

Ed io la chiamo così.

Perché nessun altro nome riesce ad esprimere ciò che il mio cuore percepisce quando pronuncio il Suo.

Madre del Cristo.

Madre della Chiesa.

Madre dell'umanità.

Madre del pellegrino.

Madre di ogni anima che cerca il Padre.

Non la adoro.

L'adorazione appartiene soltanto a Te.

Ma la venero.

La amo.

La ringrazio.

Perché nessuna creatura ha saputo dire il proprio "Sì" con una libertà tanto pura.

In Lei il libero arbitrio raggiunge la sua più alta fioritura.

Là dove Eva esitò,

Maria si affidò.

Là dove l'orgoglio divide,

l'umiltà unisce.

Là dove il timore chiude il cuore,

l'Amore lo spalanca all'Eterno.


Quando l'angelo Le parlò,

non comprese ogni cosa.

Come me.

Come ogni uomo.

Eppure si fidò.

Ed io comprendo che la fede non consiste nel possedere tutte le risposte.

Consiste nell'affidarsi a Colui che le conosce.

Per questo il Suo "Eccomi"

continua ancora oggi a risuonare nella storia.

Non come una parola del passato.

Ma come una chiamata rivolta ad ogni anima.

Anche io sono chiamato a dire:

"Eccomi."


Padre,

quando guardo Maria,

comprendo ciò che ogni anima può diventare.

Non una divinità.

Non un essere separato da Te.

Ma una creatura così piena della Tua Luce,

da lasciar trasparire soltanto Te.

Come la luna che non possiede luce propria,

eppure illumina la notte riflettendo il sole.

Così Maria.

Ogni sua bellezza rimanda al Tuo Amore.

Ogni sua grazia nasce dalla Tua Grazia.

Ogni sua gloria è riflesso della Tua Gloria.


Per questo il mio cuore non teme di rivolgersi a Lei.

Non perché sostituisca il Figlio.

Ma perché ogni madre conduce sempre al proprio figlio.

E ogni figlio conduce sempre al Padre.

Così il Suo sguardo non trattiene.

Indica.

Il Suo amore non divide.

Accompagna.

Il Suo silenzio non allontana.

Avvicina.


Ricordo le parole pronunciate sotto la Croce:

«Donna, ecco tuo figlio.»
(Giovanni 19,26)

E subito dopo:

«Ecco tua madre.»
(Giovanni 19,27)

Da quel giorno,

la maternità di Maria si estende oltre il Figlio.

Diventa grembo spirituale della nuova umanità.

Ogni anima che cerca Cristo trova in Lei una Madre.

Ogni cuore ferito trova consolazione.

Ogni pellegrino trova una mano che lo accompagna.


Molti secoli sono passati.

Molti popoli hanno pronunciato il Suo Nome.

Molte lingue hanno cantato la Sua lode.

Eppure Maria continua a parlare soprattutto attraverso il silenzio.

Ella non desidera essere il centro.

Come alle nozze di Cana,

continua semplicemente a dire:

«Fate quello che vi dirà.»
(Giovanni 2,5)

In queste poche parole riconosco tutta la Sua missione.

Condurre al Cristo.

Sempre.

Senza mai sostituirLo.


Quando il dolore visita la mia vita,

penso a Lei.

La vedo ai piedi della Croce.

Non fugge.

Non si ribella.

Non comprende tutto.

Ma rimane.

Ed io imparo che l'Amore autentico non abbandona.

Resta.

Anche quando tutto sembra perduto.


Molte tradizioni spirituali parlano della compassione.

Il Buddha insegna la misericordia verso ogni essere.

Gli antichi saggi invitano alla dolcezza.

I mistici contemplano il cuore purificato.

Ma in Maria vedo la compassione divenuta volto.

Una compassione che non nasce dalla debolezza.

Nasce dalla forza dell'Amore.


Padre,

credo che Tu abbia donato Maria all'umanità

come il fiore più puro del Tuo giardino.

Non perché fosse adorata.

Ma perché ci insegnasse ciò che significa accogliere.

Accogliere la Tua volontà.

Accogliere il dolore.

Accogliere la speranza.

Accogliere il Cristo.

Accogliere ogni fratello.


Ed allora comprendo.

Se il Tuo Figlio rappresenta il Cielo che discende verso la Terra,

Maria rappresenta la Terra che apre il proprio cuore al Cielo.

In Cristo vedo Dio che si dona all'uomo.

In Maria vedo l'uomo che finalmente si dona completamente a Dio.

Per questo non sono concorrenti.

Sono il più perfetto incontro tra il divino e l'umano.

Luce che discende.

Cuore che accoglie.

Parola che si fa carne.

Silenzio che genera il "Sì".


Così,

quando il cammino diventa difficile,

quando la fede vacilla,

quando il cuore si smarrisce,

affido anche a Lei i miei passi.

Non perché il mio destino dipenda da una creatura.

Ma perché ogni figlio ha bisogno di una madre.

Ed io credo che Tu,

nella Tua infinita tenerezza,

abbia voluto che l'umanità non percorresse da sola la strada verso il Tuo Regno.

Per questo hai donato Maria.

Madre del Cristo.

Madre della Speranza.

Madre della Chiesa.

Madre della Via.

Madre di ogni anima che desidera ritornare alla Casa del Padre.

Ed io,

con umiltà,

Le prendo la mano,

perché so che quella mano

non trattiene mai per sé.

Essa conduce sempre al Figlio.

E il Figlio conduce sempre a Te,

o Padre,

Origine e Meta di ogni cosa.

Amen.


[Christian B.]

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