Le lacrime diventano stelle...
~ Un viaggio astrale là dove le emozioni diventano stelle ~
Mi capita spesso di immergermi in una personale fantasia fatta di fiabe, magia, folletti, fate e gnomi. Trovo davvero affascinante questo mondo, perché è come se riuscissi a trasportare la mente altrove, in un luogo nel quale la realtà assume forme diverse e ogni cosa, anche la più piccola e apparentemente insignificante, può improvvisamente diventare protagonista di una storia.
Nei miei racconti, nelle mie storie, nei miei libri che non ho mai pubblicato, tutto questo diventa una sorta di meditazione, dove la fantasia si trasforma in qualcosa di tangibile che mi accompagna in un mondo fantastico, fatto di immagini rilassanti, dolci e magicamente riequilibranti per lo spirito.
Spesso le mie immagini, vere e proprie scene in movimento, si svolgono nella natura, in un microcosmo fatto di fiori, alberi e boschi che magicamente prendono vita ogni volta. Vedo piccole fate danzare tra i petali di fiori bellissimi, piccoli gnomi trasportare qualcosa che, con la loro paziente maestria, diventerà probabilmente un oggetto utile per il loro villaggio, e simpatici folletti che, saltando tra una foglia e l'altra, combinano sempre qualche piccolo, involontario disastro.
Le farfalle non mancano mai. Accompagnano sempre queste mie piccole esperienze visive, aggiungendo colori, movimento e un'armonia che completa ogni quadro che riesco a disegnare con la mia mente.
Il tutto si accompagna a un naturale dialogo tra gli elementi della natura e quel fantastico mondo che appare improvviso, come se fosse sempre esistito e avesse soltanto aspettato il momento giusto per prendere vita davanti ai miei occhi.
Una piccola fogliolina può diventare la protagonista di un dialogo interiore che mi trasporta in un'esperienza introspettiva dalle fantastiche emozioni. Mi racconta le sue sensazioni nel venire alla vita, nel vedere per la prima volta un mondo che non conosceva, nel sentirsi parte di un tutto che, anche se piccola e fragile, la fa sentire completa.
La sua flebile voce mi sussurra all'orecchio parole poetiche e dolci che mi trasportano con lei, trasformandomi in un piccolissimo uomo che, seduto sullo stesso ramo dal quale ha preso vita, si immerge nelle sensazioni che ascolta.
E così comincio a guardare quello spettacolo meraviglioso che, nelle mie dimensioni normali, normalmente non riesco sempre a comprendere.
La prospettiva cambia completamente e, accompagnato da questa dolcissima piccola fogliolina, vengo trasportato in un mondo fatato.
Un mondo che non ha più confini, che non conosce limiti e nel quale non esiste alcun impedimento a cercare meravigliose emozioni normalmente assopite o messe da parte da una quotidianità troppo seria e veloce.
E così, grazie a Piccola Fogliolina, imparo nuove cose. Imparo a vedere con occhi diversi, assaporo un'aria che fino a quel momento non aveva per me nessun significato particolare, un'aria più frizzante, più viva, che riempie i miei piccoli polmoni facendomi percepire addirittura il suo sapore e la sua essenziale indispensabilità alla vita.
Fogliolina non vuole insegnarmi qualcosa. Anche per lei è tutto nuovo.
Ma il suo stupore mi fa scuola, in un involontario accompagnamento empatico che mi porta a meravigliarmi con lei per ogni cosa che il suo sguardo osserva per la prima volta.
Fogliolina viene accolta da tutto il bosco. Le piccole e graziose fate danzano vicino a lei e le offrono piccole e delicate gocce d'acqua trasportate in piccolissimi secchielli di legno.
Ogni fata ne trasporta uno, in un armonioso volteggiare che sembra voler disegnare piccoli cuori nell'aria attraverso il frenetico, ma armonioso, sbattere delle loro ali.
Guardando oltre questa scena, vedo in basso, a terra, vicino alle radici di questo enorme e maestoso albero, un gruppo di piccoli gnomi che salutano con le loro mani. Trasportano anche loro piccoli secchi, e forse sono stati proprio loro a costruirli; ora li donano alle fate, in un rituale che assume ai miei occhi un significato quasi divino.
Improvvisamente un impacciato folletto inciampa sul ramo dove ero stato accolto da Fogliolina e, con una magistrale capriola, riesce a rimediare alla rovinosa caduta. Poi si inginocchia davanti alla piccola nuova creatura del bosco e, con riverenza e umiltà, china la testa e le dà il benvenuto.
Fogliolina, dolcemente frastornata ma euforica per quel benvenuto, comincia la sua esplorazione e spinge lo sguardo verso quell'energia calda, accogliente e vitale che sembra volerla invitare a un dialogo eterno.
Raggi dorati scendono su di lei e la coccolano in una armoniosa melodia che ora, piccolo come lei, riesco incredibilmente a sentire.
Il sole la sta salutando.
Il sole la sta accogliendo alla vita.
Fogliolina è la prima creatura, la prima di infinite, tantissime foglioline, in questa primavera di rinascita eterna.
E, come accade ogni volta, questo magico rituale di benvenuto diventa un inno alla vita che assume un significato eterno e mi fa pensare a come, spesso, nella mia vita ordinaria dia così poca importanza a ogni nuovo giorno.
E per questo sono grato a Fogliolina, che inconsapevolmente, semplicemente nel suo essere così com'è, mi insegna ad amare in un nuovo modo.
Con riverenza. Con meraviglia.
Con quello stupore candido e puro che da adulti dimentichiamo.
Con quelle emozioni che riuscivamo quasi a toccare quando nel nostro petto batteva un cuore da bambino.
Davanti a noi c'è un altro gigantesco albero e, sui suoi rami, un bellissimo gufo.
Ci osserva immobile, con quei suoi enormi occhi, come se stesse aspettando il momento giusto, il suo momento, in questo rituale di benvenuto, per poter finalmente accogliere Fogliolina.
Apre improvvisamente le ali, creando un'onda d'aria che dolcemente mi accarezza le guance, e Fogliolina viene delicatamente scossa, come se Gufo avesse voluto regalarle una tenera coccola, un abbraccio di benvenuto.
Sono così incredibilmente affascinato da quello che i miei occhi stanno vedendo che mi sembra di essere oltre un sogno, oltre una magica esperienza.
Il tutto non è più una semplice immagine della mia mente. Diventa qualcosa che posso quasi toccare, sentire, fare mio e portare con me dentro un cuore che fatica a comprendere tanta meraviglia, come se non fosse più abituato a tanta bellezza.
La dolce Piccola Fogliolina, nella sua ingenuità e nella sua purezza, mi tranquillizza e mi trasmette quella meraviglia condivisa che porta il mio cuore a rilassarsi e mi insegna, senza volerlo, ad accogliere tutto questo con naturalezza.
Mi ricorda che tutto ciò fa già parte di me e che io sono già parte di tutto questo.
Solo che non lo ricordavo più.
Improvvisamente comincio a sentire forti tremori sotto di me. I rami cominciano a vibrare in maniera armoniosa, creando una melodia che non avevo mai sentito prima e che mi ricorda le corde vibranti di un violino, quello strumento magico che accompagna spesso i miei pensieri.
Mi accorgo che Albero ha deciso, paziente, in questo inno alla vita, di dare finalmente il suo benvenuto a Fogliolina.
Completamente rapito da emozioni sconosciute, mi trovo a essere parte di uno spettacolo che mi regala un sogno magico e fiabesco, in un rituale di benvenuto alla vita che mi emoziona e mi commuove dolcemente.
La mia felicità mi trasforma nel bambino che ero e che avevo dimenticato, e una gioia incontenibile mi insegna a volare con il cuore e con la mente.
Ma accade ancora qualcosa di nuovo, di ancora più magico.
Le meraviglie sembrano non avere mai fine.
Ora siamo completamente avvolti da un brusio enorme, ma che non è caotico e che lentamente si trasforma in un soave coro di voci bianche, leggere e sottili. Man mano che passano gli istanti, quel coro cresce e diventa una vera e propria musica, fatta di note di una maestria sublime ed emozionante.
Mi sembra di essere avvolto da una dolce coperta di note musicali che magicamente mi solleva e mi permette di vedere ciò che accade da un'altra prospettiva.
Ora, infatti, sono completamente sospeso nell'aria, come se una bolla fatta di musica e meravigliose vibrazioni d'amore mi stesse tenendo a galla in un'atmosfera eterea ma tangibile, come se potessi nuotare nell'aria che normalmente mi permette soltanto di respirare.
Ora, invece, è come se fossi adagiato su una nuvola soffice e invisibile.
Davanti ai miei occhi prende vita una scena meravigliosa, quasi indescrivibile.
Vicino a Fogliolina ci sono centinaia di piccolissimi boccioli che vibrano all'unisono, cantando quelle incredibili, commoventi e gioiose note ancestrali.
Una nuova magia si sta compiendo davanti ai miei occhi.
Centinaia, migliaia di altre piccole Foglioline stanno venendo alla luce.
Si crea una danza meravigliosa che dipinge un quadro dai colori incredibili, il tutto avvolto da una luce particolare, eterea, aurea, che trasmette pace e serenità, una sensazione di infinita estasi.
Ora non ci sono più soltanto qualche fata e un folletto imbranato.
Il bosco ha preso magicamente vita.
Le fate sono diventate così tante che non riesco più a contarle e tutte trasportano questi piccolissimi secchielli di legno.
I folletti, su ogni ramo che riesco a vedere, sono prostrati davanti a ogni bocciolo che si è aperto e ha accolto dando vita a queste nuove creature.
Ai miei piedi, sotto di me, centinaia di piccoli gnomi trasportano i loro nuovi piccoli secchi, costruiti con la loro esperta maestria proprio per questo magico ed eterno evento.
Quelle infinite goccioline offerte alla vita che nasce hanno dato vita a una dolce brina primaverile, offrendo sostegno a un mondo che sta nascendo di nuovo e ancora, proprio in questo momento, davanti ai miei occhi.
Come in una nebulizzata atmosfera fatta d'acqua che galleggia nell'aria, una tenue e avvolgente nebbiolina comincia ad abbracciare ogni cosa, regalando a questa incantevole scena un confortevole benvenuto fatto di poesia e romanticismo.
Ed è proprio allora che, attraverso quella tenue nebbiolina, come se fossero state chiamate da un'antica melodia che soltanto loro potevano udire, cominciano ad apparire meravigliose farfalle, centinaia di farfalle. Arrivano leggere, silenziose e colorate, attraversando l'aria con il loro delicato volteggiare, e in un istante sembrano unirsi alla danza delle fate e dei folletti, intrecciando le loro ali in un movimento così armonioso da incantare l'intero bosco. I loro colori sembrano raccogliere la luce del sole e restituirla al mondo in mille sfumature, mentre gli gnomi, immobili e meravigliati, alzano lo sguardo per assistere a quella nuova danza.
Tutto sembra allora trovare il proprio posto in quell'incredibile rituale di benvenuto: le fate, i folletti, gli gnomi, le farfalle, gli alberi, l'acqua, la luce e persino la nebbiolina sembrano unirsi in un unico gesto d'amore verso la vita che sta nascendo. E così quelle piccole ali colorate sembrano incorniciare e rendere sacro un evento divino, eterno e magico, come se il bosco intero, per un istante senza tempo, avesse deciso di fermarsi per contemplare il miracolo della vita.
Sono gioiosamente commosso e le mie lacrime vengono dolcemente raccolte da amorevoli fate che, sorridendomi, in una materna magia le trasportano altrove, in alto, verso il cielo.
Le offrono alle stelle, per unirle a quell'immenso Tutto che ci comprende, per regalare al mondo ancora più stelle e donare una luce nuova e rinnovata.
Questa fiaba ha voluto trasportarmi ancora una volta dove non ero mai stato, per regalarmi nuove lacrime, ma questa volta fatte di una rinnovata gioia infinita e ancestrale.
Questa fiaba ha voluto le mie lacrime per trasformarle in nuove stelle.
Le mie stelle.
E ogni volta che guarderò il cielo, di notte, potrò divertirmi nel cercare quelle lacrime lassù, tra le infinite luci del firmamento, e ricordare quello che Fogliolina ha voluto donarmi.
Forse, allora, capirò che quelle stelle non sono soltanto nel cielo.
Una piccola parte di esse è rimasta dentro di me.
E forse è proprio questo il dono più grande che Fogliolina, senza saperlo, mi ha lasciato.
Christian B.
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