Perché il male sembra vincere?
Questa domanda è probabilmente il cuore di ogni religione e di ogni filosofia.
Perché i bambini soffrono?
Perché gli innocenti vengono uccisi?
Perché chi ama viene tradito?
Perché la violenza sembra spesso più forte della bontà?
La Via del Cristo Eterno nasce proprio da questa domanda.
Ma è interessante osservare come quasi tutte le grandi tradizioni spirituali abbiano cercato una risposta.
Il Cristianesimo
Il cristianesimo afferma che il male è entrato nel mondo attraverso il peccato e la libertà delle creature.
Cristo non elimina immediatamente il male.
Lo attraversa.
Muore.
Sembra sconfitto.
Poi risorge.
Il messaggio è profondo.
Il male può vincere una battaglia.
Non può vincere la guerra.
La croce diventa il simbolo di questa apparente sconfitta che si trasforma nella vittoria definitiva dell'Amore.
L'Ebraismo
La storia del popolo d'Israele è una continua alternanza.
Esilio.
Oppressione.
Liberazione.
Caduta.
Rinascita.
La domanda del giusto che soffre attraversa tutto l'Antico Testamento.
Il libro di Giobbe arriva perfino a dire che non sempre l'uomo può comprendere il motivo del dolore.
L'Islam
La vita è una prova.
Ogni uomo viene messo alla prova nella libertà.
Il male non ha l'ultima parola.
Alla fine Dio ristabilirà perfettamente la giustizia.
Il Buddhismo
Per il Buddha il problema fondamentale non è il male morale.
È la sofferenza (dukkha).
Essa nasce dall'ignoranza.
Dall'attaccamento.
Dal desiderio.
La liberazione non consiste nel distruggere il mondo.
Consiste nel trasformare la coscienza.
L'Induismo
L'universo attraversa grandi cicli.
Esistono epoche luminose.
Ed epoche oscure.
Secondo molte tradizioni oggi vivremmo nel Kali Yuga, l'età della confusione spirituale.
In questa epoca:
la violenza aumenta;
la verità viene manipolata;
la spiritualità si indebolisce;
il potere domina sulla saggezza.
Molti leggono questa idea come un modo simbolico per descrivere il declino morale della società.
Lo Zoroastrismo
È una delle religioni che più insiste sul conflitto cosmico.
La storia è una lotta tra verità e menzogna.
Alla fine il bene vincerà definitivamente.
Questa visione ha influenzato anche parte del pensiero ebraico e cristiano.
I mistici cristiani
Qui troviamo una risposta diversa.
La vera battaglia non si combatte fuori.
Si combatte dentro.
Il vero nemico è l'ego.
L'orgoglio.
La paura.
La separazione da Dio.
Per questo Meister Eckhart diceva che bisogna vincere sé stessi.
Giovanni della Croce parla della notte oscura.
Teresa d'Avila del castello interiore.
La guerra decisiva avviene nella coscienza.
La Via del Cristo Eterno
Qui credo emerga l'originalità di questa mia filosofia.
Io, infatti, non sono soddisfatto delle spiegazioni tradizionali.
Non mi convince dire semplicemente:
"È la volontà di Dio."
Oppure:
"È un castigo."
Oppure:
"Lo capiremo in Paradiso."
Io continuo a pormi una domanda:
Perché Dio permette tutto questo?
Ed è qui che la reincarnazione e il karma assumono un ruolo importante.
Non eliminano il mistero.
Ma allargano l'orizzonte.
Una sola vita rende molte sofferenze incomprensibili.
Molte vite potrebbero mostrare un disegno più ampio.
Il karma, però, non deve essere usato per giudicare chi soffre.
Sarebbe una deformazione della mia filosofia.
La sofferenza dell'altro non è un motivo per accusarlo.
È un invito ad amarlo.
Perché sembra vincere il male?
Qui proporrei una riflessione che sintetizza la Via del Cristo Eterno.
Il male sembra vincere perché è più rumoroso.
La violenza fa notizia.
L'odio lascia cicatrici.
La guerra distrugge in pochi giorni ciò che l'amore costruisce in decenni.
Ma il bene lavora in silenzio.
Una madre che cresce un figlio.
Un uomo che perdona.
Una persona che cura un malato.
Un amico che rimane accanto.
Un santo sconosciuto.
Questi gesti non riempiono i libri di storia.
Eppure sostengono il mondo.
Forse il male appare più potente perché distrugge velocemente.
Il bene sembra più debole perché costruisce lentamente.
Un incendio può distruggere una foresta in un giorno.
Occorrono cento anni perché quella foresta ricresca.
Eppure, alla lunga, la vita continua a germogliare.
La vittoria del male è reale?
Qui la Via del Cristo Eterno risponderebbe, No.
È apparente.
Cristo ne è il simbolo perfetto.
Il Venerdì Santo sembra la vittoria del male.
La Domenica di Pasqua rivela che era solo una tappa.
Forse tutta la storia dell'umanità è ancora il suo Venerdì Santo.
Noi vediamo soltanto il frammento.
Dio vede l'intera opera.
Una possibile sintesi
La Via del Cristo Eterno potrebbe esprimere così questo mistero:
Il bene e il male non sono due divinità in guerra.
Esiste un solo Dio, origine di ogni bene.
Il male nasce dalla libertà delle creature che si allontanano dall'Amore.
La storia appare spesso dominata dall'ingiustizia, perché noi osserviamo solo un tratto del cammino.
Se l'anima vive una sola vita, molte sofferenze restano prive di risposta; se invece il suo pellegrinaggio continua attraverso un lungo processo educativo, il dolore può acquistare un significato più ampio, pur senza cessare di essere un mistero.
Cristo non elimina magicamente il male: lo attraversa, lo trasfigura e ne mostra il destino finale.
La sua risurrezione diventa il segno che il male può prevalere per un tempo, ma non può avere l'ultima parola.
L'ultima parola appartiene sempre all'Amore di Dio.
Questo punto, a mio avviso, può diventare uno dei pilastri di questa mia filosofia:
il male è una realtà seria, ma non è una realtà eterna.
È una possibilità legata alla libertà delle creature. L'amore, invece, è la realtà originaria e finale dell'universo: tutto proviene dall'Amore e tutto è chiamato, liberamente, a ritornare all'Amore.
[Christian B.]

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