IL DESTINO FINALE.

 


Il ritorno all'Eterno

Ogni anima porta dentro di sé una nostalgia che nessun bene terreno riesce a colmare completamente.

È il richiamo dell'Origine.

È la memoria silenziosa della scintilla divina da cui ogni vita trae il proprio essere.

Secondo la Via del Cristo Eterno, nulla nasce per caso e nulla è destinato a perdersi nel nulla.

Ogni creatura proviene da Dio.

Ogni creatura vive in Dio.

Ogni creatura è chiamata a ritornare a Dio.

La storia dell'anima non termina con la morte del corpo.

La morte rappresenta una soglia.

Un passaggio.

Una trasformazione.

Il corpo ritorna alla terra.

L'anima continua il proprio cammino.

Per alcuni questo cammino può comprendere molte esistenze, molte prove e molte occasioni di crescita. La reincarnazione viene così intesa come una possibile espressione della pedagogia divina: non una condanna, ma un'opportunità perché l'anima maturi nella libertà e nell'amore.

Ogni vita diventa una scuola.

Ogni incontro una lezione.

Ogni gioia un dono.

Ogni sofferenza un'occasione di trasformazione.

Ogni scelta contribuisce a orientare il cuore verso la luce oppure verso l'ego.

La legge del karma, intesa come legge della semina, accompagna questo cammino.

Non come una vendetta.

Non come un castigo.

Ma come una giustizia che educa.

Ogni gesto d'amore costruisce l'anima.

Ogni atto di egoismo ne rallenta il cammino.

Dio non desidera la perdizione di nessuno.

Attende con infinita pazienza che ogni creatura impari ad amare.

Il destino finale dell'uomo non è l'isolamento eterno.

Non è il nulla.

Non è la disperazione.

È la comunione.

L'intera creazione tende verso questo compimento.

L'amore è la forza che guida silenziosamente l'universo verso la sua pienezza.

Cristo è venuto a rivelare questa meta.

Con la sua vita mostra che l'uomo è chiamato alla piena unione con Dio.

Con la sua morte insegna che l'amore è più forte dell'odio.

Con la sua risurrezione annuncia che la vita è più forte della morte.

Maria, la Madre Celeste, testimonia ciò che un'anima può diventare quando accoglie pienamente la luce divina.

In lei contempliamo il destino glorioso verso il quale ogni anima è chiamata.

Per questo la speranza non nasce dall'orgoglio umano.

Nasce dalla fedeltà di Dio.

Egli non abbandona mai le sue creature.

Le accompagna con infinita misericordia, rispettando sempre il loro libero arbitrio.

Nessuna trasformazione può essere imposta.

L'amore può soltanto essere accolto.

Quando l'ego avrà lasciato il posto all'amore.

Quando la paura sarà vinta dalla fiducia.

Quando l'ignoranza sarà illuminata dalla Verità.

Quando la coscienza sarà pienamente aperta alla luce dello Spirito.

Allora l'anima raggiungerà il proprio compimento.

Non perderà la propria dignità.

Non sarà annientata.

Troverà invece la pienezza della comunione con Dio, vivendo finalmente ciò per cui è stata creata.

Le grandi tradizioni spirituali hanno espresso questo mistero con immagini diverse.

I mistici cristiani parlano dell'unione amorosa con Dio.

Le Upanishad contemplano il ritorno dell'anima all'Assoluto.

Molte tradizioni sapienziali descrivono il lungo pellegrinaggio dello spirito verso la sua origine.

La Via del Cristo Eterno riconosce in queste intuizioni un'eco di una medesima chiamata: il desiderio universale di ritornare alla Fonte della vita.

Per questo il destino finale può essere espresso attraverso immagini che nessuna parola riesce a esaurire.

La scintilla ritorna al Fuoco.

La goccia ritorna all'Oceano.

Il figlio ritorna alla Casa del Padre.

Il pellegrino raggiunge finalmente la Meta.

L'alba dissolve la notte.

L'anima ritorna all'Infinito.

E allora comprenderà che Dio non era soltanto la destinazione del viaggio.

Era anche la Presenza che l'aveva accompagnata ad ogni passo.

Era la Luce che aveva illuminato il cammino.

Era l'Amore che, con infinita pazienza, aveva atteso il suo ritorno.

Questo è il compimento della Via del Cristo Eterno.

Non la fuga dal mondo.

Non il trionfo dell'ego.

Ma la piena comunione con Dio.

Perché tutto ciò che nasce dall'Amore è destinato, un giorno, a ritornare all'Amore.


[Christian B.]

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