LA REINCARNAZIONE NEI VEDA e la Via del Cristo Eterno.
Il lungo viaggio dell'Ātman verso l'Assoluto
Per comprendere veramente la reincarnazione nella tradizione vedica è necessario liberarsi da un'idea molto diffusa in Occidente.
La reincarnazione, nei Veda e soprattutto nelle Upanishad, non è semplicemente il fatto di nascere molte volte.
È una visione completa dell'universo, dell'uomo e di Dio.
L'intera esistenza viene vista come un immenso pellegrinaggio dello spirito verso il suo ritorno all'Assoluto.
Per questo motivo, nella Via del Cristo Eterno, la reincarnazione non viene interpretata come una curiosità esoterica, ma come una possibile espressione della pazienza infinita di Dio, che educa ogni anima attraverso il tempo.
L'Ātman
La vera identità dell'uomo
Secondo le Upanishad, ciò che noi siamo realmente non è il corpo.
Non è nemmeno la mente.
Non sono le emozioni.
La nostra vera identità è l'Ātman.
L'Ātman è il Sé profondo.
È immortale.
Non nasce.
Non muore.
Non può essere distrutto.
Il corpo cambia.
L'anima attraversa esperienze.
Ma l'Ātman rimane.
È il centro spirituale dell'essere.
Nella Via del Cristo Eterno questa intuizione trova una profonda affinità con la scintilla divina presente in ogni uomo.
Non coincidono perfettamente, ma entrambe indicano che nell'uomo esiste qualcosa che proviene direttamente da Dio e che nessuna morte può distruggere.
Brahman
L'Assoluto
Le Upanishad insegnano che tutta la realtà proviene dal Brahman.
Il Brahman è infinito.
È eterno.
È la sorgente di tutto.
Nella Via del Cristo Eterno questa idea può essere accolta, riconoscendo però nel Brahman non un principio impersonale, ma il Dio vivente, Creatore e Padre, che Cristo ci rivela.
Per questo la Via mantiene la dimensione personale dell'Amore divino.
Saṃsāra
Il ciclo delle rinascite
Il mondo materiale viene chiamato Saṃsāra.
È il continuo fluire delle nascite e delle morti.
Ogni vita rappresenta una nuova occasione.
Ogni incarnazione permette all'anima di imparare.
Non è necessariamente una punizione.
È una scuola.
Un'anima può impiegare moltissime vite per comprendere ciò che l'amore richiede.
Ogni esperienza contribuisce alla sua maturazione.
Il Karma
Il karma non è il destino.
Non è una maledizione.
È una legge spirituale.
Ogni pensiero.
Ogni parola.
Ogni azione.
Produce conseguenze.
Come un seme produce il proprio frutto.
Il karma non viene imposto da un Dio vendicativo.
È l'ordine morale dell'universo.
Nella Via del Cristo Eterno questa intuizione assume un volto ancora più personale.
Il karma diventa uno strumento educativo nelle mani dell'Amore di Dio.
Non una condanna.
Una pedagogia.
Perché ci reincarniamo?
Le Upanishad rispondono in modo semplice.
Perché non abbiamo ancora conosciuto pienamente la nostra vera natura.
Viviamo identificandoci con il corpo.
Con l'ego.
Con il possesso.
Con il desiderio.
Con la paura.
Così continuiamo a ritornare.
Ogni vita offre nuove opportunità.
Nuove relazioni.
Nuove prove.
Nuove possibilità di amare.
Perché dimentichiamo?
Una domanda antichissima.
Se abbiamo vissuto molte vite...
Perché non le ricordiamo?
Le tradizioni vediche rispondono che ciò che attraversa le vite non è la memoria ordinaria.
È il saṃskāra.
Le impressioni profonde.
Le tendenze.
Le inclinazioni.
Le virtù.
Le paure.
Le capacità.
È come uno studente.
Alla fine dell'anno dimentica molte lezioni.
Ma non dimentica ciò che ha imparato.
È diventato una persona diversa.
Così anche l'anima.
Esistono reincarnazioni negli animali?
Questa è probabilmente la parte più conosciuta della tradizione vedica.
Secondo molte scuole induiste, l'anima può rinascere anche in forme animali.
Non come una semplice punizione.
Ma come conseguenza della propria maturazione spirituale e del karma.
Le Scritture descrivono milioni di forme di vita attraverso cui la coscienza si manifesta.
È importante però precisare che le diverse scuole dell'induismo interpretano questo tema in modi differenti. Non tutte descrivono i passaggi tra specie allo stesso modo.
L'evoluzione della coscienza
Molti maestri indiani descrivono l'esistenza come una progressiva espansione della coscienza.
Dalle forme più semplici.
Alle più complesse.
Fino all'uomo.
L'essere umano rappresenta una tappa particolare.
Perché possiede la capacità di interrogarsi sul senso dell'esistenza.
Può scegliere consapevolmente Dio.
Può cercare la liberazione.
La nascita umana viene quindi considerata estremamente preziosa.
Mokṣa
La liberazione
Il fine ultimo non è reincarnarsi all'infinito.
È uscire dal ciclo delle rinascite.
Il Mokṣa è la liberazione.
L'unione con l'Assoluto.
La pace definitiva.
La Via del Cristo Eterno vede qui una profonda consonanza con il ritorno dell'anima a Dio.
La differenza principale è che il compimento di questo cammino viene contemplato alla luce di Cristo.
Se nelle Upanishad il ritorno avviene attraverso la conoscenza dell'Ātman e del Brahman, nella Via del Cristo Eterno il ritorno passa anche attraverso l'incontro con Cristo, il Figlio di Dio, che rivela pienamente il volto del Padre.
Il Bhagavad Gītā
È il testo che più chiaramente descrive questo mistero.
Krishna afferma:
"Come un uomo si spoglia di abiti logori e ne indossa di nuovi, così l'anima abbandona corpi consumati e ne assume altri."
Il corpo viene paragonato a un vestito.
L'anima è il viandante.
La morte non è una fine.
È un cambiamento.
Questa immagine ha influenzato profondamente tutta la spiritualità indiana.
La Via del Cristo Eterno
La Via del Cristo Eterno accoglie con rispetto questa immensa sapienza, ma introduce una prospettiva diversa.
La reincarnazione non è il centro della fede.
Il centro è Dio.
La meta non è semplicemente liberarsi dal mondo.
È entrare nella piena comunione d'amore con Dio.
Cristo diventa il Maestro che illumina il significato dell'intero viaggio.
Maria accompagna le anime con amore materno.
Lo Spirito Santo guida la coscienza.
Il karma diventa la pedagogia della giustizia e della misericordia.
Ogni incarnazione è una scuola.
Ogni vita è un'opportunità.
Ogni scelta costruisce l'eternità.
Fino al giorno in cui la scintilla divina, ormai pienamente trasfigurata dall'amore, ritornerà definitivamente alla sua Origine.
Allora terminerà ogni rinascita.
Perché il pellegrino avrà finalmente raggiunto la Casa del Padre.
E comprenderà che Dio lo aveva accompagnato, silenziosamente, in ogni singolo passo del suo lunghissimo viaggio.
[Christian B.]

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