I POPOLI NATIVI AMERICANI e la Via del Cristo Eterno.

 



Esistevano centinaia di nazioni e tribù, ognuna con proprie tradizioni.

Non esiste quindi un'unica "religione degli Indiani d'America". Tuttavia emergono alcuni temi comuni, e alcuni di essi dialogano sorprendentemente con la Via del Cristo Eterno.

1. Il Grande Spirito

Molte nazioni (come Lakota, Algonchini, Cree e altre) credono in un Essere Supremo, spesso chiamato Grande Spirito (ad esempio Wakan Tanka presso i Lakota, anche se il significato varia).
Questo Essere è la sorgente della vita e mantiene l'armonia della creazione.
Questa idea ricorda la mia affermazione:

Dio è l'Origine e la Meta di ogni cosa.

2. Tutto è sacro

Per molti popoli nativi, ogni essere vivente possiede una dimensione spirituale.
Gli animali.
Le montagne.
I fiumi.
Gli alberi.
Il vento.
La Terra non è soltanto materia.
È una realtà viva.
L'uomo non è il padrone della natura.
È un fratello della creazione.
Questa visione è molto vicina alla mia idea secondo cui tutta la creazione partecipa, in modi diversi, della luce del Creatore.

3. L'anima continua il suo cammino

Molte tribù credono che la morte non rappresenti la fine.
L'anima continua ad esistere.
In alcune tradizioni raggiunge il mondo degli antenati.
In altre rimane vicina alla comunità.
In altre ancora ritorna in una nuova nascita.

4. La reincarnazione

Questa è forse la scoperta più sorprendente.
Molti studiosi moderni hanno mostrato che la credenza in forme di reincarnazione era molto più diffusa tra i popoli nativi americani di quanto si pensasse un tempo.
Ma attenzione.
Non era identica alla reincarnazione dell'induismo.

Gli Inuit

Tra gli Inuit era frequente dare a un neonato il nome di una persona appena morta, ritenendo che una dimensione spirituale di quella persona rivivesse nel bambino.

Gli Huron

Gli Huron distinguevano più componenti dell'essere umano.
Una poteva dirigersi nel mondo dei morti.
Un'altra poteva rinascere successivamente.

I Dene

Tra i Dene la reincarnazione era considerata parte naturale della vita.
Alcuni anziani riconoscevano nei bambini il ritorno di parenti defunti, osservando sogni, comportamenti o altri segni.

Zuni e Mohave

Alcune tradizioni parlavano perfino di passaggi attraverso forme animali, ma non come regola universale e non con lo stesso significato del karma indù.

5. Il karma?

Qui troviamo una differenza importante.
Gli Indiani d'America non svilupparono generalmente una dottrina del karma come quella dell'induismo o del buddhismo.
Non esiste una legge cosmica dettagliata di causa ed effetto morale.
Esiste però un'idea molto simile.

Ogni azione rompe oppure mantiene l'armonia.

Chi vive in armonia con il Grande Spirito, con la natura e con la comunità raccoglie pace.
Chi rompe quell'equilibrio genera sofferenza per sé e per gli altri.

È una visione etica dell'equilibrio più che una legge karmica formalizzata.

6. Gli spiriti

Per i popoli nativi il mondo spirituale è molto vicino.
Gli antenati possono guidare.
Gli animali possono essere messaggeri.
I sogni possono avere un significato.
Gli sciamani sono mediatori tra il mondo visibile e quello invisibile.
Questo ricorda alcuni aspetti della mia riflessione sugli spiriti, pur con differenze rispetto alla tradizione cristiana.

7. Cosa potrebbe accogliere la Via del Cristo Eterno?

Questa mia filosofia potrebbe trovare diversi punti di contatto:
• Dio come unica Origine della vita.
• La sacralità di tutta la creazione.
• Il rispetto assoluto per gli animali.
• La continuità dell'anima oltre la morte.
• La possibilità di un ritorno dell'anima in una nuova vita.
• L'importanza dei sogni, della coscienza e dell'intuizione spirituale.
• L'idea che l'uomo non domini la natura, ma ne sia custode.
Dove invece la Via del Cristo Eterno si distinguerebbe è nel porre Gesù Cristo, Figlio di Dio, come Via universale e Maria come Madre spirituale dell'umanità, elementi che non appartengono alle tradizioni native.

Una possibile sintesi

La Via del Cristo Eterno potrebbe guardare alle spiritualità dei popoli nativi americani come a un'altra antica testimonianza del desiderio umano di comprendere il mistero della vita, della morte e del ritorno all'Origine.
Pur senza condividere ogni loro credenza, potrebbe riconoscere in esse intuizioni preziose: la sacralità della natura, il rispetto per ogni essere vivente, il legame con gli antenati e la convinzione che la morte non sia la fine del cammino.
Integrate alla luce di Cristo, queste intuizioni potrebbero essere lette come frammenti di una ricerca universale che trova il suo centro nell'Amore di Dio e nel pellegrinaggio dell'anima verso l'Eterno.


[Christian B.]

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