IL LIBRO DELLA SAPIENZA ETERNA - Cantico II - La Voce che chiama ogni anima.


 IL LIBRO DELLA SAPIENZA ETERNA

Cantico II

La Voce che chiama ogni anima



«Mi cercherete e mi troverete, perché mi cercherete con tutto il vostro cuore.»
(Geremia 29,13)

«Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.»
(Matteo 5,8)

«L'Ātman è più sottile del sottile e più grande del grande; dimora nel cuore di ogni creatura.»
(Kaṭha Upanishad 1.2.20)

«Chi ha trovato sé stesso ha trovato il tesoro del mondo.»
(tradizione sapienziale greca)


Molto prima che imparassi a pronunciare il Tuo Nome,
Tu avevi già pronunciato il mio.
Mi chiamasti quando ancora non respiravo.
Mi conoscesti quando ancora nessuno mi conosceva.
Mi amasti quando ancora non avevo imparato ad amare.
E quella chiamata continua ancora oggi.
Silenziosa.
Instancabile.
Paziente.
È la Voce che accompagna ogni essere umano fin dal primo istante della sua esistenza.

Non impone.
Non costringe.
Non grida.
Attende.

Come un padre che aspetta il ritorno del figlio.
Come una madre che riconosce il pianto del proprio bambino.
Come un pastore che conosce una per una le sue pecore.
Tu continui a chiamarmi.
Ed io continuo, troppo spesso, a distrarmi.



Ho inseguito il rumore del mondo.
Ho creduto che la felicità abitasse nel possesso.
Ho pensato che il sapere bastasse a saziare il cuore.
Ho cercato sicurezza nelle idee.
Prestigio nelle parole.
Forza nelle convinzioni.

Ma ogni conquista lasciava dentro di me un vuoto ancora più grande.
Fu allora che compresi che il vuoto non era una maledizione.
Era la forma che Tu avevi dato al mio cuore affinché nessuna realtà finita potesse riempirlo.
Perché il cuore dell'uomo ha la forma dell'Infinito.
E soltanto l'Infinito può colmarlo.



Molti chiamano questa nostalgia in modi diversi.

I santi la chiamano grazia.
I filosofi la chiamano desiderio del Bene.
I mistici la chiamano sete di Dio.
Gli antichi Ṛṣi la chiamavano ricerca del Brahman.
I monaci buddhisti parlano del risveglio.
Gli anziani dei popoli nativi la riconoscevano come il richiamo del Grande Spirito.

Io la chiamo semplicemente...

la Tua Voce.



Essa non parla alle orecchie.
Parla alla coscienza.
Non attraversa l'aria.
Attraversa l'anima.
Non impone verità.
Risveglia la Verità già seminata nel profondo dell'essere.

Per questo comprendo ciò che Sant'Agostino confessava:

«Ci hai fatti per Te, e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in Te.»
(Confessioni, I,1)

Questa inquietudine non è una malattia.
È il segno della nostra origine.
L'anima riconosce il profumo della Casa da cui proviene.
Anche quando la memoria sembra perduta.



Talvolta questa Voce giunge attraverso la gioia.
Altre volte attraverso il dolore.
Talvolta parla nel volto di un bambino.
Talvolta nel silenzio di una montagna.
Talvolta nella carezza di una madre.
Talvolta davanti a una tomba.
Perché anche la morte, quando viene contemplata con sincerità, insegna all'uomo che la carne non basta a spiegare la vita.



Ricordo le parole del Cristo:

«Le mie pecore ascoltano la mia voce; io le conosco ed esse mi seguono.»
(Giovanni 10,27)

Non disse:
"Le mie pecore conoscono tutte le risposte."
Disse:
"Ascoltano."

Perché prima della conoscenza viene l'ascolto.
Prima della dottrina viene il silenzio.
Prima della parola viene il cuore.



Anche le Upanishad sembrano intuire questo mistero:

«L'Ātman sceglie colui al quale vuole rivelarsi.»
(Kaṭha Upanishad 1.2.23)

Non è l'uomo che conquista Dio.
È Dio che continuamente si offre all'uomo.
La ricerca spirituale non comincia quando io parto.
Comincia quando finalmente mi accorgo che Tu mi stai già cercando.



Compresi allora che nessuna anima nasce per caso.
Nessuna vita è inutile.
Nessun uomo è dimenticato.
Ogni creatura porta impresso il Tuo sigillo.
Anche chi non conosce il Tuo Nome.
Anche chi Ti rifiuta.
Anche chi Ti cerca percorrendo strade lontane.
Perché la Tua Luce precede ogni religione.
Come il sole illumina sia chi lo contempla sia chi gli volta le spalle.



Fu allora che iniziai a guardare ogni uomo con occhi diversi.
Non vidi più soltanto cristiani.
Né soltanto induisti.
Né buddhisti.
Né ebrei.
Né musulmani.
Vidi anime.
Pellegrini.
Fratelli.
Sorelle.

Viandanti che, spesso senza saperlo, cercano la stessa sorgente.
Perché ogni cuore desidera amare.
Ogni cuore desidera essere amato.
Ogni cuore desidera la pace.
Ed ogni autentico desiderio di pace è già un'eco della Tua Voce.



Ma tra tutte le voci che ho ascoltato nella mia vita, una continua a risuonare più forte di tutte.

È quella del Tuo Figlio.
Quando dice:

«Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro.»
(Matteo 11,28)

In queste parole riconosco la chiamata eterna.
Non rivolta a un popolo soltanto.
Non a una religione soltanto.
Ma a ogni anima.
Perché il Cristo non chiama semplicemente dei credenti.
Chiama l'umanità.
Ed io...
con tutti i miei dubbi,
con tutte le mie cadute,
con tutte le mie domande,
continuo a seguirne la Voce.

Non perché io abbia già raggiunto la meta.
Ma perché, tra tutte le voci del mondo,
è l'unica che continua a generare in me una pace che nessun'altra è mai riuscita a donarmi.

Ed è quella pace,
più ancora delle parole,
che mi convince che sto camminando verso la Luce.
Verso il Padre.
Seguendo il Figlio.
Nello Spirito che silenziosamente continua a chiamare ogni anima.
Amen.


[Christian B.]

Commenti