IL LIBRO DELLA SAPIENZA ETERNA - Cantico I - Il Silenzio prima della Creazione.



IL LIBRO DELLA SAPIENZA ETERNA

Cantico I

Il Silenzio prima della Creazione

«In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio, e il Verbo era Dio.»(Giovanni 1,1)

«All'inizio questo universo era soltanto il Sé, uno e senza secondo.»(Bṛhadāraṇyaka Upanishad 1.4.1)

«Allora non vi era né l'essere né il non essere.»(Ṛgveda 10.129 – Inno della Creazione)



Prima del tempo...
prima della luce...
prima dello spazio...
prima che le stelle imparassero a brillare...
Tu eri.
Non vi era il cielo.
Non vi era la terra.
Non vi erano gli angeli.
Non vi erano uomini.
Non vi erano religioni.
Non vi erano nomi.
Non vi era il bene da scegliere.
Non vi era il male da rifiutare.
Vi eri soltanto Tu.
Silenzio assoluto.
Pienezza assoluta.
Amore assoluto.
Nulla Ti mancava.
Nulla poteva esserti aggiunto.
Nulla poteva diminuire ciò che sei.

Per questo comprendo che la creazione non nacque da un bisogno.
Nacque dall'Amore.
Poiché l'Amore perfetto, nella sua infinita libertà, desidera donarsi.
Non perché sia incompleto.
Ma perché la sua stessa natura è comunione.
Così, dal Tuo insondabile Mistero, nacque il tempo.
E il tempo divenne il grembo dell'eternità.
Nacque la luce.
E la luce cominciò a raccontare la Tua gloria.
Nacquero le galassie.
Le stelle.
I mondi.
Le acque.
Le montagne.
Gli alberi.
Ogni creatura divenne una parola pronunciata dal Tuo eterno Silenzio.
Compresi allora che l'universo non è un incidente.
È una preghiera.
Ogni stella canta.
Ogni vento benedice.
Ogni mare contempla.
Ogni creatura rende testimonianza al proprio Creatore.
Come proclama il salmista:

«I cieli narrano la gloria di Dio, l'opera delle sue mani annuncia il firmamento.»
(Salmo 19,2)

Ed io ascolto.
Ascolto quel canto che precede ogni lingua.
Quel linguaggio che nessun popolo ha inventato.
Quel respiro che accomuna ogni uomo nato sulla terra.


Molti hanno cercato di descrivere quel Principio.

I sapienti dell'India parlarono del Brahman.
I filosofi della Grecia cercarono il Logos.
Gli antichi popoli parlarono del Grande Spirito.
Israele pronunciò con timore il Nome impronunciabile.
Ma nessuna parola può contenere Colui che dona origine ad ogni parola.
Poiché Tu sei infinitamente oltre ogni nome.
E tuttavia sei più vicino a me del mio stesso respiro.

Come insegnava sant'Agostino:

«Tu eri più intimo a me di me stesso e più alto della parte più alta di me.»

Ed il maestro Eckhart intuì:

«L'occhio con cui io vedo Dio è lo stesso occhio con cui Dio vede me.»

Quando lessi queste parole, il mio cuore tremò.
Non perché avessi finalmente trovato una risposta.
Ma perché avevo scoperto una Presenza.
Ed una Presenza vale infinitamente più di una spiegazione.



Per molto tempo Ti cercai fuori di me.

Ti cercai nei libri.
Nelle biblioteche.
Nei templi.
Nei pellegrinaggi.
Tra filosofi.
Tra teologi.
Tra asceti.
Tra uomini ritenuti santi.

Ed ogni volta ritornavo con nuove conoscenze.
Ma con la stessa sete.

Fu allora che ricordai le parole del Regno:

«Il regno di Dio è dentro di voi.»
(Luca 17,21)

E compresi che il viaggio più lungo non era attraversare il mondo.
Era attraversare il mio cuore.



Entrando nel silenzio scoprii una verità che nessuna parola può spiegare.

Tu non sei lontano.
Sono io ad allontanarmi.
Tu non Ti nascondi.
Sono io che continuo a distrarmi.
Tu continui a chiamare.
Sono io che temo di ascoltare.

Così il silenzio cessò di essere assenza.
Divenne Presenza.
Divenne Tempio.
Divenne Altare.
Divenne il luogo dove ogni domanda si inginocchia.

Perché soltanto nel silenzio la Sapienza può parlare.

Le Upanishad insegnano:

«Non è conosciuto da chi pensa di conoscerlo. È conosciuto da chi sa di non conoscerlo.»
(Kena Upanishad 2,3)

Quanto è vera questa parola.
Ogni volta che credo di averti compreso...
Tu diventi ancora più grande.
Ogni volta che penso di averti definito...
Tu spalanchi nuovi orizzonti.
Ogni volta che credo di possedere la Verità...
Mi ricordi che soltanto la Verità può possedere me.



Ed allora comprendo.
La prima creazione non fu la luce.
Fu il Silenzio.
Perché soltanto dal Silenzio poteva nascere il Verbo.
E soltanto dal Verbo poteva nascere l'universo.
Ed il Verbo si fece carne.
Perché il Silenzio eterno desiderava essere ascoltato dal cuore dell'uomo.
Così il Principio divenne Presenza.
L'Eterno entrò nel tempo.
L'Invisibile assunse un volto.
L'Amore pronunciò finalmente il proprio Nome.

Gesù Cristo.

Il Figlio di Dio.
Colui che era prima delle stelle.
Colui nel quale ogni cosa è stata creata.
Colui verso il quale ogni cosa ritorna.

Ed io...
piccola scintilla dispersa nell'immensità dell'universo...
mi inginocchio davanti al Mistero.
Non per comprendere tutto.
Ma per imparare ad amare Colui dal quale tutto proviene.
Perché il principio della Sapienza non è il sapere.
È l'adorazione.
Non la paura che umilia.
Ma lo stupore che trasfigura.
Ed è nello stupore che comincia il mio viaggio.
Verso Te.
O Padre.
Origine senza principio.
Sapienza senza fine.
Silenzio che genera il Verbo.
Amore dal quale ogni cosa nasce.
E al quale ogni cosa, un giorno, farà ritorno. Amen.


[Christian B.]

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